Narrativa per “novelle” con Silvia Contarini

…. e così si ridesta la componente femminile che sembrava svanita, perché deliberatamente  evitata nella novellistica cinquecentesca che nasconde il suo vero  volto nelle intenzioni di una  moralistica “revisione” del testo del Boccaccio. Ben vengano, invece le “revisioni” alla Busi (Giovanni  Boccaccio- Aldo Busi-Il Decamerone –Versione in italiano moderno, Bur,2013) che non travolgono  i’ originale e le sue “storie”.Così che potrà continuarsi  a leggerlo anche corredato dal dotto e ricco commemtario di Vittore Branca, Una chiave di letturaper “Decameron”(pp.VII-XXXIX,del Boccaccio ,vol. 1 edito da Einaudi,nel 1980-’87 e ’92) e v

.I l modello del  Decameron (v.della Contarini, La novella,vol.31 dedicato al Cinquecento (p.399 ss.) della  Storia della civiltà europea. con Introduzione postuma di Umberto Eco,pp.12-17) , dove s’inzuppava finanche il pane nelle pieghe fantastiche  del corpo femminile, degrada, invece, in quello imitativo della novellistica cinquecentesca fino allo scendere  in basso “ai confini” del kitsch , con “Le piacevoli  notti” dello Strapparola– come osserva la  Contarini a p.408 del sopra citato Saggio.

di Silvia Contarini.

 

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Lettura di Piperno

Riflessioni sul metodo di vivere : amo troppo la vita per non pensare di sentire che ne esista una migliore.

Ecco, potrebbe essere, declinando i verbi AL PASSATO, un bell’epitaffio. Quello che mai avrebbe pensato di scrivere per sé un tipo come Stendhal. E gli che viveva per scrivere, anzi  che scriveva come viveva  senza darsi  carico  di affinare o rivedere ciò che scriveva .Quello che aveva  già scritto era un pezzo di vita viissuto  che  si rifiutava d’essere  vissuto una seconda volta (anzi che Lui, l’Autore Stendhal, si sarebbe rifiutato di vivere). .

Queste riflessioni seguono alla lettura del recente saggio di Piperno (Il manifesto  del libero lettore, Mondadori), che non saprei definire se non  come saggio di critica letteraria, epperò innovata  profondamente. Ma il genere di  appartenenza  è quello.

Innovato attraverso la presentazione dei  personaggii   di una narrativa di “massimi” scrittori di romanzi che va da Tolstoy  a Flaubert, Stendhal e Nabocov, passando per la “scoperta”  di  Svevo, il più infelice dei personaggi  come Zeno. Ciò da la misura di come il genere letterario nel quale si colloca il libro di Piperno si   arricchisce di una novità che la dice lunga sugli intenti presumibili del nostro  critico (che accenneremo alla fine) : la biografia , anzi le biografie; quelle degli Autori  non sono necessarie, sono più che sufficienti , quelle dei personaggi  come Zeno; e così nella solitudine con se steso  quelli del “Rosso e il  nero “:  macchinette  per fotografare se stesso ,anzi dice Piperno, l’ “amor proprio ferito”, una  società che lo esclude dalla cerchia degli altolocati  anche quando   gli appartenenti alla “casta” sono di genere femminile.

Soffrono tutti  questi personaggi  per motivi vari (sempre frivoli  per uno stoico come Seneca  ache quando si tratta della perdita di propri cari o dell ‘amore che Emma non riesce a coltivare, infelice anche Lei, votata al suicidio. E tutti una fine  tragica, da Anna  Carenina alla Lolita  Perchè?   Occorrerebbe scandagliare nell’animo malvagio  di questi  grandi romanzieri. Che mettono sentimenti poco nobili (come la vendetta) nelle pozioni odiose di una narrativa di cui lo stesso Piperno non sa fare a meno, pur nella cosapevolezza che un’ “idea malsana di letteratura” attanaglia il bel  narrare   di due dei grandi,Tolstoj eFlaubert. E forse il nostro soffre, anch’Egli, di qualche idea ossessiva (come quella ad es. di non essere stato all’altezza a tuttoggi di questi Maestri del romanz0).

Lo sforzo interpretativo  di Alesandro Piperno sui suoi irrinunciabili Autori si sofferma in profondità  sui personaggi che scarnifica, restituendoli   al “libero lettore” liberati (magari fosse!) dalle loro ossessioni inventivamente  “belle”, ma   malefiche.

E l’arte è libertà e la lettura, anch’essa postulante libertà è libero arbitrio.

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La competenza sulle carni

E’ dell’artista o del macellaio. E artista era sicuramente il Canova  con le sue Tre Grazie. Egli si intendeva di carni, e come! Analogamente al poeta Ugo Foscolo.

Il primo scrisse all’amico de Quincy, a proposito delle sculture di Fidia  che quelle opere erano “vera carne”. E si trattava dei marmi fidiaci del Partenone! Non ancora delle sue “grazie” di immensa naturalezza per le quali il Foscolo poetò dedicando il carme proprio all’amico Canova.

Le  stesse carni e forme del Correggio non mi sembrano altrettanto ammirevoli: è carne da macellaio comunque   ne dica Tommaso Montanari sul Venerdì di Repubblica  del  21.7.2017 : “Nelle grazie di Correggio c’è un segreto:  sono di carne”..

 

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Con Serracchiani il diritto alla identità personale

L'identià personale si allarga
Presidente Regione Friuli Venezia Giulia

… si allarga e si conchiude.

Da esperto di “diritti della personalità” e del diritto in parola ( sono stato uno dei primi teorizzatori: v. “La tutela del diritto al nome civile” , 19 ampliando ci62 e ora “La personalità violata: il diritto alla ecc.” in corso di stampa), plaudo – con evidente convinzione giuridica che in questa sede posso appena segnalare  -alla iniziativa della Regione Friuli-Venezia Giulia  che fa dire al transgender: io sono tale e voglio essere riconosciuto come tale, cioè uomo o donna indipendentemente dallla differenza (anatomica)  di genere e dalla posizione anagrafica.

Brava Deborah che hai aggiunto altro tassello alla costruzione  della personalità – come sintesi dei valori di ogni persona – del trans  ampliando il concetto giuridico di identità personale.

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Incontri in rete (libraria)

Non li ho mai cercati quelli  in rete, specie “quelli” a cui penserete voi, visti i miei molteplici amori e trasgressioni infedeli.

Ma questa volta ho voluto sapere di più di Valentina Oliveri di cui avevo acquistato il libro (per mia figlia Claudia) dal titolo “Calabria i cucina”, libro che si distingue tra i molti  per la cura delle parole  che  accompagnano l’antica poesia  della cucina calabrese. Esse stesse ” poesia”(v. l’Introduzione a p. 11 s.) sullo sfondo di una Calabria – mia terra meravigliosa- che è , come dice  Oliveri, “conciliazione di opposti, il mare e la montagna, il grasso e il magro, l’ospitalità e la diffidenza, la cerimoniosità e la dura schiettezza, l’abbandono e il ritorno”. Caratteristiche  tutte di quel “panorama umano” che – aggiunge la Oliveri- si tengono  misteriosamente assieme.

Sì, perché la Calabria è terra misteriosa.

E con ciò ho detto tutto.

Ma non ho finito con la Oliveri  perché andando al suo incontro in rete ho letto sul suo blog il suo Diario, animo nobile che parla con le piante e scrive dell'”assenza” della mamma in una lettera accorata.

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Nota politica di oggi: Cantone ha un piano:

è in una  lettera che “la Repubblica”  (di oggi) offre ai suoi lettori. Lettera che  inizia col solito “Caro direttore…” (ma, detto per inciso,  gle l’avrebber0  pubblicata comunque) e che fa della terra  dell’ “Autorità  anticorruzione” (Giugliano e dintorni dove Cantone è nato)   una radiografia al vetriolo (Comune  camorristico per eccellenza e  sciolto per mafia, come ci ricorda lo stesso), ma  tra i posti belli ch’egli  giustamente decanta Vantando il lunghissimo lungomare e il lago vulcanico che ne è l’emblema “patrio” col ricordo di Scipione l’africano. Ma di centri storici abbandonati al loro destino, belli e bellissimi, l’Italia ne vanta migliaia;  e tutti necessiterebbero  (da Nazzano a nord di Roma a San Lucido in Calabria: v. ns post  ) di un piano straordinario!

Ma non come quello di Raffaele Cantone che fa entrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta, il “punto e daccapo” che spesso ha senato l’impegno dei nostri politici contro l’abusivismo edilizio e danni da terremoti . E proprio sull’onda ischiana ( tutti e ognuno ripetono la stessa cosa: la colpa  di tutto è degli abusi edilizi) che ha colpito soprattutto Casamicciola, il nostro Cantone prende avvio nell’accorato ricordo della bella Campania, con Napoli e dintorni al centro per proporre la sua ricetta di vecchia farmacia: un piano straordinario contro la oiga degli abusi di questo genereMa niente di nuovo

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