La strada di Maria /contz. del post del 27. IX. 2017 del ns Blog.

… e non quella di un aeroporto come per il fuggiasc0 ex presidente dal Libano.

ANALISI(continua) INCONTRO Elisabetta-Maria

Di là dagli aspetti fisici concernenti Maria, che pure la semantica dei concetti di “bellezza” e “grazia”, fa registrare come facenti parte del concetto di amore (così, ci sembra,  nell’analisi  del pensiero di Leone Ebreo fatta da Eugenio Garin, L’umanesimo italiano, Editori Laterza, 1993, p.145), il rapporto di “concupiscienza” , se così vogliamo chiamarlo non è tra  la donna-Maria e l’uomo, ma – cosa ben diversa- tra Maria e Dio. Trattasi dell’amore nel rapporto divino e non  in un “vincolo umano”.

La concupiscenza, che appartiene  agli umani- viene dal desiderio come bisogno fisiologico che genera l’amore  come “brama  smodata di possesso” con violenze ed altro di indesiderato (v. femminicidio) laddove  l’amore  è “padre del desiderio  e figlio della ragione”: una ragione “ estraordinaria che non comanda  (ivi, op.cit., stessa  pag.) più all’uomo di conservar se stesso, ma di donarsi, di offrirsi  tutto all’amato, di confondersi con l’amato  amatore nel fattivo processo universale”.

Di questo in fondo si è trattato, in quell’ incontro di poche parole  registrato dal Vangelo di Luca: creare, progettandolo, a misura d’uomo, un nuovo mondo universale. Gli esecutori di questo meraviglioso progetto erano due  bimbi ancora nei grembi materni, il futuro Giovanni Battista e Gesù di Nazareth.

[Continua]

E di Maria e di quell’incontro con Elisabetta vogliamo continuare a parlare nei prossimi interventi.

Approfondisci

COSE CALABRE: ovviamente meraviglie col Gafiu

u gafiu

  1. Trattasi di un modello architettonico di origine incerta consistente in una terrazza sovrastante l’arco in cui trovasi la porta d’ingresso di casa. Nel caso di S.Lucido sono due gli archi e le porte.  Meraviglioso centro storico cittadino: piccolo “paese della luce”. Ed è anche il momento di gridare alla politica  che è sorda.

Convivono nei centri storici (di tutta Italia non solo in Calabria) case fatiscenti, abbadonate al loro oblio con i fantasmi di quelli che furono “vivi”: si affacciano dalle finestre sgangherare e pencolanti ni tanti vicoli dove c’è la vita dei viventi dirimpettai

.E il grido di dolore del vivente: “ma se non ci sei ti aspetto seguita da altra scritta molto esplicita: Anna ti voglio scopare”

Approfondisci