Continuazione del post del 27/IX/ 2017

..L’ineffabile saluto di Elisabetta a Maria.

La chiave dell’Analisi si incentra in due parole: “piena di grazia”.E, di là dall’ aspetto fisico su cui si sono soffermati tutti i grandi della  pittura tra cui Antonello da Messina, e di cui abbiamo già detto anche accennando al distorto uso della parola concupiscenza.

non ne esistono
Dipinto

E, invece dobbiamo dire del recondito significato della parola “grazia”.

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LINGUISTICA E SESSUOLOGIA

LINGUISTICA e SESSUOLOGIA : a proposito di voluttà

La recente scomparsa di Mauro De Luca ha lasciato un vuoto nella comunità dei linguisti per il suo DIZIONARIO ITALIANO ( ed.Paravia e dffuso nel 2000 da “il Giornale) anche da noi utilizzato per il nostro Diz. A volte, però da Lui dissentendo su alcune cose legate alla materia della sessualità.

E’ il caso della parola (ma che “ parola” , per noi Filosofi) “voluttà” che deriverebbe per il linguista da “velle” : quindi essa sarebbe intimamente connessa con la volontà. Per noi il godimento o il piacere ( in che risiede l’intima essenza della “voluttà”: v. ns Diz.  ad  vocem) è il tratto meno volontaristico di  ciascun individuo e sì da caratterizzare più accentuatamente la personalità di alcuni come il vs Autore. Se c’è –dicevamo -una cosa che prescinde dalla volontà è proprio la voluttà. Questa non determina la voglia di fottere ma può solo accompagnare l’azione  e cioè il fottere.

Detto ciò il problema in materia di sessualità ( non solo per il linguista) per ogni scrittore è quello di viverne l’esperienza : ciò era evidente finanche in un giurista come Bartolo che non avrebbe mai potuto scrivere nel 1431 (!) un libro come il “De voluptate et vero bono” se non si fosse “circondato di amanti” ( secondo l’espressione di Montanelli e Gervaso, “L’Italia dei secoli d’oro”, Rizzoli-Corriere della sera, vol.3, 2011, p.279) nel tratteggiare il personaggio.

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Prosegue da “Un turbinio di idee” ecc.

C’è da precisare  che l’elaborazione delle sensazioni del circuito  corpo-mente può riguardare in particolare la poesia, cioè il mondo dell’artista (pittore o altro) o quello conoscitivo dell’intellettuale. Nel primo caso il variegato mondo della creatività di là da ogni poetica preconfezionata (ogni rappresentazione poetica delle sensazioni ha la sua “poetica”); e,, al limite,  nel secondo  quello della conoscenza che  può comporsi di atti creativi che possono rappresentare momenti di “conoscenza “a priori”. Probabilmente bisognerebbe  filosoficamente approfondire  quei processi di “appercezione” che Kant indicava come  “pura o trascendentale”, per distinguerla da quella “empirica”, opera dello spirito che ha coscienza di sé e della sua forza anticipatrice di ulteriori momenti della conoscenza futura.. Ma  probabilmente ci si inoltrerebbe in processi di tipo neuronale non di nostra competenza.

Mentre in questa sede ci premeva distinguere  l’intellettuale dall’artista. E così’ segnalare che il processo di “appercezione” degli specchi della Sandrelli  può apparteneregli-specchi-di-sandrelli all’area di creatività dell’ “artista”

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Lezione “al naturalismo” cinese

Lezione “al naturalismo” dalla  Cina

Sulla inconsapevole (forse) tradizione filosofica dei nostri ( calabresi  s’intende) Telesio  e Campanella nonché di tutta quella tipicamente occidentale di matrice neoplatonica  o socratica , nonchè dell’intellettualismo letterario che si ispirò tout court (e ci sarebbe da non finire  mai),  il nobel  cinese pela nedicina  ci offre una lezione tratta dall’osservazione  della natura che riguarda la cellula e l’essere pensante che è l’uomo. Insomma una lezione  per noi  e per ogni singolo ”noi”.

Immaginate che la cellula è un mondo retto- a questo punto , direi, con Giordano Bruno dalla  natura naturans- che nella sua religiosità  costituiva lo spirito  o principio attivo, ordinatore della natua) ;e in quella dell’esperienza  dell’osservazione  biologica  della cellula che si chiama autofagia .La cellula che all’osservazione scientifica di  Yoshinori Ohsuni  mangia se stessa o meglio quelle parti  che sarebbero, diversamente. dannose per la sua vita e così si rigenera.

Che bella lezione per l’uomo, essere superiore solo perchè pensante ma che ha bisogno  sempre della lezione della natura.

Il discorso lo riprenderemo.

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D’accordo con Sallusti: no ai cretini su

culi eccellenti
culi eccellenti

…. ma l’interruttore non c’è .Forse è meglio così perché i cretini sono necessari come il pane  che non si mangia più e i non cretini lo cercano e quando lo trovano – che sia quello di Cerchiara, però – se lo gustano  e specie quella parte che nei  pomodori il buon cuoco la  butta .Sarà una cretinata anche questa; e passi. Ma, noi “tosti” non lo dimentichiamo anche  se i tanti , non solo quelli che scrivono di cucina,  se lo dimenticano.

SEGUE  una poesia tratta dalla nostra AGENDA ILLEGALE:

(210) Acqua, pane e vino e la nipote di donna Rafelina

(Lettera-poesia a Rosalinda)

Di me quando e quanto scrivi? Non mi importa cosa.

Chi ti conosce vuole essere immortalato: immortalato? Che sciocchezze!

-Ma io sono acqua pane e vino, sono necessaria… e senza di me-

Sì nipote  di donna Rafelina, lo so che mi inebri e poi mi lavi con la tua acqua fresca e pura e poi mi inebri ancora e poi mi lavi.

Sai fare l’amore e sai cos’è l’essenziale: acqua pane e vino.

Non sei anoressica e non mangi grissini ma ‘na bella pitta du furni ‘i mamma Rosa ‘cu ‘i ciculi e ‘i rapi,

non sai cos’è l’etanolo e ti piace il buon vino “chiru da vigna ì cump’Agustino.[1]

 

E rispondo alla tua domanda. E’ domanda del genere umano, da quando è stato creato. Siamo come gli orfanelli in cerca del padre, siamo gli odiosi NN e tu vuoi un nome. Ma sei natura e sei buona e cerchi Dio,

sei come tutti noi sei uno dei tanti personaggi della commedia umana

nasci vivi e muori[2]

ma sei natura e io credo nella tua bontà

perché credo in Dio

Salutami a donna Rafelina e dille che sei in buone mani:- “Stasira”, a stasera. 

[1] Una bella focaccia del forno a legna di mamma rosa con dentro ciccioli del maiale e cime di rape.. L’altra espressione è: non sai cos’è l’etanolo e ti piace il buon vino quello della vigna di compare Agostino

 

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La storia e le storie d’amore

Una storia e le storie
Non ho avuto mai una Jade (bel nome anche per Alesando Piperno), ma tanti nomi altrettanto belli di tante belle donne. E passarono tutte come il “tempo”, quello che non congiunge, non fa da ponte con l’eterno e con ciò che non ha mai fine. Come l’amore di tanti che sono invecchiati con una sola donna : che noia! D’accordo ancora con Piperno). I romantici, quelli che non considerano- come nella “concezione romantica” di Shakespeare – che l’amore non sia lo “zimbello” del tempo, di questo tempo che passa e tutto travolge: no! il tempo “ci unisce all’eternità” attraverso l’amore. Anzi è proprio l’amore il soggetto capace di costruire tali ponti.
È poesia che tutti o quasi tutti da giovani hanno vissuto con la freschezza dell’essere appunto giovani (anche in questo concordo con Piperno ) e poi da adulti, divenendo maturi e travolti dalle vicende della vita , id est “il tempo”, hanno magari riconsiderato come una favola romantica ricordandosi della loro Jade.
Ma da filosofi (ahimè, che brutto termine e di esso si ornano quelli che i media chiamano filosofi!) hanno le percezioni della loro mente e ragionano (sragionando) di poesia e sentimenti, di cui non hanno conto e che loro non compete.
Un conto è vivere un amore (cioè un pezzo o pezzettino di vita) e un altro è filosofare attorno ad esso. Due mondi che si intersecano ma non si incontrano mai fondendosi. E sorge così la poetica che è filosofia! Ma non è quel pezzettino di vita.Che quando rivive è ”eterno” e fino a che si vive.Allora non c’è bisogno di un solo postema.. ma di tanti quanti ne può vivere l’essere umano. E l’ultima .. fu l’ultima tensione verso l’eternità.
Shakespeare e Scott Spencer che scrive ( tanti anni fa) “Un amore senza fine” (che Sellerio oggi pubblica) furono filosofi del romanticismo? Lo chiediamo ad Alessando Piperno che scrivendo su “la Lettura” del 26 luglio per l’appunto sul libro di Spencer, ha posto il problema sulla vita che “si vive “ e sulla poetica dell’amore.

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C’È POSTO NEL CARROZZONE PER TUTTI, IMBECILLI E ANTINBECILLLI

Come un carrozzone è INTERNET dove possono salire anche gli “anti” e grazie a loro, cui è datto eguale diritto ex art. 21 della Costituzione, c’ è posto anche gli “imbecilli”.E grazie a quest’ultimi che non pagano per esercitare la fondamentale libertà di manifestare il loro pensiero possiamo smascherrare gli ibecilli che non solo pullulano la rete ma in tutti i media (soprattutto con la carta stampata e le collusioni dei compiacenti editori.

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