NON È QUESTA LA SICILIA D’OGGI

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Non è quella del giovane Montalbano.L’on.vattelapesca, nel filmato, fa lunghi giri di parole.Il siciliano ti parla chiaro.Se la Sicilia è. è quella della fidanzata del giovane (ovviamente nella fiction televisiva) Commissario. Cioè, giri di gonna.

Nella foto i due bravi attori.Ma la sostanza resta quella che ho detto.Lo stereotipo siciliano oggi è cambiato.Cambia tutto, lo sapete?

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RECENSIONE A ELMO

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Recensione a Elmo

Trovarsi fra le mani due ponderosi volumi di ben 1700 pagine riguardanti la “storia di una paesino” di poche migliaia di abitanti qual’è San Benedetto Ullano, sembra a prima vista impresa bizzrarra e sproporzionata.

Ma è impressione fallace già al primissimo impatto con l’opera: la dedica .In essa con pochi tratti di penna sono rievocate ciò che resterà di noi, le “memorie del passato” ma anche la “speranza” (confidando in tante Lilian ) che con analoga passione si continuerà a scavare nella ricerca del passato per far rivivere il presente.

E’ appunto la”passione” della ricerca, encomiabile virtù, che guida Italo Elmo lungo la “scoperta” del passato che non riguarda solo il paesino natio ma anche con essa e attraverso essa la grande storia arbereshe di San Benedetto Ullano che non a caso chi scrive, nella sua breve esperienza politica all’insegna del “fare politica facendo cultura” alla fine degli anni ’90, aveva posto a capofila di un progettato “Parco delle comunità italo-albanesi” che, appunto, da San Bebedetto avrebbe dovuto svilupparsi lungo quella dorsale di paesini.fino a Fagnano.

Paesini… Ma amcora quest’uomo del terzo millennio non ha forse capito cosa siamo?!:Gli rispondio io, con la mia presunzione., sicuro di avere trovato in Italo Elmo un alleato di ferro,dell’ex docente e studioso: Siano passato.E, nel passato arbereshe ci tuffiamo assieme a Elmo, assicurandovi che non ci annoieremo nel leggere i due tomi della “Storia di San Benedetto Ullano e Marri”, casale in terra di valle del Crati cui l’amico Italo si sente legato da affetto ” quasi sponsale”(nella Premessa a p. 8 del vol. I che va dall’età preistorica al XV sec.).Storia documentata di un contado in gran parte composto da lavoratori della terra, gente rustica e contadina e dai moltissimi luoghi di culto,tracce storiche della grande tradizione del monachesimogreco-bizantino.Ingredienti forti, terra e cultura fdeistica che fanno o, rectius, farebbero ancora oggi – sol che l’uomo lo volesse- il vero humus in cui vive e da esso si alimentano solidarietà e speranza che nel mondo di oggi, ricordandolo angosciosamente, vanno perdendosi.

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