CUCINA E PRIVACY

Tematica ricca di implicazioni letterarie ed erotico sessuali.Sarà il titolo di un mio prossimo libro.Forse non tutti sanno se non hanno letto “L’ultimo dei baroni ecc., Ed. Comunicare- Tolentino. 2004) che tra i personaggi del volume c’è anche un Cioco che è appunto l’Autore.

Un saggio possiamo darlo già in questa sede e riguarda i ” Paccherri”.I paccheri , appetitosi (li produce la Granoro e tuute le altre case e finanche l’Auchan di Castrovillari) possono essere cucinati in vario modo: ovviamente alludiamo ai sughi.Cos’ col ragù del maiale vanno poi irrorati da pecorino appena grattuggiato.

Ma la novità letteraria-grammaticale risiede nella derivazione della parola che non tutti conoscono nè i Dizionari ne fanno cenno.Parola composta derivata dal greco: pas, psa,pan e cheir cheiròs, dove il primo termine significa tutto e il secondo la mano. Quindi con tutta la mano come mostra la foto di una mia nodella ( dall’Atelier Capizzano).

Potremmo definirla la mano onnicompresa, mano che che acchiappa tutto.E credetemi c’è molto da acchiappare.Tra vulva e pacche di culo c’è da sciegliere.

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L’AUTORE DEL LOGO DI QUESTO BLOG ANCORA SOTTO TIRO

I giudici d’appello di Ancona dovranno martedì decidere ancora la sorte dell’Autore,Che fare?Questa volta non hanno un Tosti (il G. del crocifisso – tanto per intenderci- da penalizzare) ma una sentenza che conferma che L’Autore non è corruttibile nenche dalledonne.Immagibìnimo se lo è dal denaro o altra utlità che non sia quella “cosa”.

E poichè siamo in argomento non vorrei lascairvi con la bocca asciutta (s’intende non offrivi quella “cosa” che me la tengo per me) e fornirvi un pezzo forte de mio prossimo libro .Il pezzo s’intitola :” Habemusi Papam”!!; ed eccolo:

All’epoca del “de Camerino” o dello scandalo dei videohard cosiddetti, in cui fu protagista l’Autore di questo logo, non esisteva nè esiste atutt’oggi nella prassi una formula sacramentale (nè v’è leggina- a quanto.. mi risulata- che l’autorizzi) analoga a quella che il protodiacono pronuncia alla elezione di ogni nuovo papa: “Annuncio vobis gaudium magnum habemus Papam”.

Ma, nel caso del vostro Autore, miei cari lettori e soprattutto mie care lettrici che v’imbattere in questo cazzo di libro (o Dizionarietto che dir si voglia) supplirono alla carenza i massmedia televisivi e soprattutto il battage dei giornalisi della carta stampata e fra quest Meletti di Repubblica che intitol il suo pezzo , esagerando un pochino (non tanto però),” Le mille donne di Capizzano” come per dire: il Ppa nostranio l’abbiamo ed è quel professore estimatore ed emulo di Re Salomone che aveva ben trecnto mogli e sttecento concubine ( beato lui! è il caso di re ma di aggiungere anche: e come ce la faceva ad accontentale tutte?).Non per nulla quel Professore, inugurando l’anno acc. 20i-2002 corrispondente all’anno sessantanovesimo dell’era capizzaniana, lo aveva intitolato al Re Salomone (v. poster). E tante autorità vennero per l’inagurazione e assieme al Ministro La Loggia tante siciliane (v.qui sotto Manifesto inauagurale).

Altri giiornalisti furono più espliciti nel grifare finalmente allìevento: habemus Papam.Ed è il pornopro. Capizzano.Che però prese la cosa sottogqamba: e cos avi sareste aspettato?Lui, il Maestro che era abituato a cercare quallla “cosa” al posto giusto, cioè fra le gambe delle donne!

E quando un certo Ageletti scrisse sullìAppennino camerte (der. da Camerino giornale mensile) che tutto dipendeva dalle posizioni in ciò copiando da altro collega del quotidiano “la Sicilia”,che aveva farro corrispondere ad una certa posizione (il massimo della sciancata femminile ) un trenta e lode, il pornoprof replicò così rivolegndosi al sopranominato Meletti della Repubblica e che aveva paragonato il vostro Autore al Re delle femmine.Quindi più che Papa che come si sa.. non.Aveva chiesto a Meletti: “Oh! Meletti, diglielo tu a quel tal Angeletti chi è Capizzano, Duca di Camerino e Barone di Torano” e per dila tutta “di tutte le belle donne amante dell’ano”.

E se capiterà che. anche io invocherò la libertè di stampa come Sallusti, ma con una motivazione diversa (che sarebbe lungo anticipare qui) e per una causa più nobile: aveve fatto tanto di quel bene scopando.

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