INSIGNIFICANZA

INSIGNIFICANZA: di sigbificante nella “Festa dell’insigificanza” di Milan Kundera (Adelfi Edizioni, 2013) ci sono le prime due pagine (13-14) dove Alain risponde alla domanda che rivolge a se stesso,essenndo rimasto turbato dalle ragazze di ogggi che mettono in mostra l’ombelico, dove risiedesse il potere di seduzione della donna.Dove? nelle cosce o nelle natiche, nell’ombelico o nel seno?

Di tutte le risposte la più realistica è quella delle cosce purchè siano lunghe congiuntamente alle natiche: la lunghezza delle cosce è “l’immagine metaforica del cammino, lungo e affascinate” che conduce lì e le natiche perchè sono le più vicine al “duplice traguado”: lì e là.

V, anche la nostra voce “Paccheri non solo a mezzogiorno” di questo Diz. oltre a quella dedicata a……

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IL DUCA SONO IO

DUCA DI CAMERINO: è il Vs A.

Ma ci fu chi è stato Duca 2 volte, di Lauzun e di Biron, detto anche il “Bel Lauzun “ritratto” da l giornalista e scrittore Giuseppe Scaraffia (su “Sette” del Corriere della sera del 4 ottobre 2014, p.64 sg.) come ” l’ uomo afffascinante, raffinato e coraggioso ( generale vittorioso! n.d.r.) dell’epoca” (la società del settecento, 1747-1793 N.d.r.) che ” non era un cinico Valmont nè un sensuale Casanova” e che Stendhal era tanto entusiasta delle sue memorie – ora pubblicate in Italia dall’editore Castevecchi col titolo “Avventure d’amore e di guerra” s si cui la recensione di Scaraffia dal quale citiamo- da definirlo “un uomo lucido che vedeva attraverso le cose!” (p.649). e aggiungiamo noi, attrverso la “rosa” di madame Coigny. Così che Arman-Louis de Gontaut Biron, il “libertino che mangiava ostriche sul patibolo” (cadde in “disgrazia” anche lui, come il Vs Duca -N.d.r. -sotto il dominio del “sospetto del terrore, che quasi allo stesso modo, sotto il dominio del pregiudizio, ma non fu decapitato: solo condannato a 4 mesi di “detenzione domiciliare ” in rosa, un vero piacere che solo Sallusti volle evitare con la grazia) come ci dice Scaraffia, mi avrebbe “fottuto” ( sta per batuto) in fatto di donne?; io che ne ebbi quanto Re Salomone!

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AI TEMI DELLA DECADENZA

“PAPI E SESSO”: una storia infinita su cui dovremmo riviare all’omonimo libro di Eric Frattini (Milano 2010).In essa però campeggia una figura femminile a tuti notache stimola a visiatre Ravenna (chi non la conoscesse ancora con S.Aollinare in Classe e Nuovo e la toma di Dante) e in particolare la Chiesa di per San Vitale: è quella, come avrete capito, di Teodora (m. nei 548, data di nascita sconosciuta)”puttana”, nel vero senso della parola, suprema e suprema imperatrice, moglie di Giustiniano e nell’età giovanile mima e meretrice con l’inventiva di nuovi esaltanti (per chi ci crede rapporti con tutti, anche con le oche dalle quali si faceva cercare il grano introdotto nei genitali).E poi, antipapa di quelli che non voleva e promotrice, anche con la violenza, di nuovi a Lei grasiti

Introdusse però una legislazione meritevole di attenzione: per es. volle che i bordelli fossero gestiti solo da donne da femminista ante litterame abol’ l’odioso reato di adulerio.Per noi moderni ci volle quasi un millennio prima che l’obbligo di fedeltà coniugale non avesse più risvolti penali.

Guidò il perido di “decadenza” dell’impero e afermò nella vita il “diritto di essere se stessa” anche per le donne, con buona pace di Procopio di Cesarea di Palestina, forse uno dei suoi sgretari…. che la diffamò forse perchè non glie l’aveva data; e comunque è lo storico del regno e dei tempi di Giustniano.Ma è anche (almeno, si dice) l’A. di una “Storia segreta” (v.Dizionario dei personaggi storici della Zanichelli, 1965, p.257) che tratta in malo modo questo discutibile Imperatore (Taurentium 482-Costantinopoli 565), non solo perchè sposo di Teodora ( anzi , potrebbe esere un merito!) ma di un’epoca di decadenza cui impose restauri..E forse per questo, nella nostra epoca “decaduta” suscita oggi l’interesse della saggistica giornalistica interpretrata da Umberto Broccoli su “Sette” (Corriere della sera del 24 settembre 2014, p.60 ss.) col titolo:”Teodora, la prostituta che guidò la decadenza”. E forse è anche tempo in Italia di una.. guida femminile.

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