FELICITÀ PER AISTOTELE E ALBANO

E PER ALBANO: mentre troneggiano  su Internet in piccoli video sia Emanuele Severino che Massimo Cacciari per spiegare ai più il thauma, quest’ angosciosa meraviglia dell’uomo che scopre la sua finitezza e s’interroga sulla stessa, e così far nascere la filosofia che poi si identifica sul  contrariodel thauma che è la scienza stessa e la felicità, Albano e Romina si apprestano per San.Remo 2015 a  riproporre ancora una volta “la felicità” (cioè l’assenza dithauma)   che nasce dalle banalità. Messi assieme nel calderone dello spettacolo il severo Severino (v .dello stesso la Prefazione ad Aristotele, Metafisica, Libro I ,Bur-Corriere della sera,  con Note di M. Zanatta, 2012 ) e il Cacciari televisivo dai capelli tinti, l’affresco può essere quello ( e perchè no?) di Umberto Broccoli (purchè ..siano quelli calabresi e cucinati da Alina con la pasta casareccia) su “Sette” (Corriere della sera del 23 gennaio ): nel voler ritrovare nella Filosofia in più millenni di pensamenti (rectius, riflessioni filosofiche) la felicità o quanto meno  l’assenza dell’”angosciato stupore” (Severino, op.cit., p.VI) è lezione filosofica  non più accettabile, almeno da parte della nostra “Filosofia della sessualità” che afferma la gioia del vivere (v. in questo nostro Diz.) nei momenti banali dell’amore. Felicità e “tenersi per mano” come cantano Albano e Romina .E’ ovvio che in questo toccarsi la fa da padrone non il “thauma” o  l’assenza di esso, ma il supremo senso  che è il tatto ( v. nel ns Diz. la voce “Magnifici cinque”, i.) al contrario di quanto la pensi Aristotele (e v. Marcello Zanatta, nelle ricchissime Note– da p.77 a 197-  alla cit. “Metafisica” del filosofo, p.78 s. ) che –nelle diverse interpretazioni – attribuisce alla vista quella forza teoretica capace della conoscenza platonica  dei “corpi divini e celesti”  mentre qui si tratta, molto più banalmente (peperò, non è proprio così!) del  corpo della donna.

 

Tutta colpa della Filosofia che s’attarda ancora oggi  nell’interrogarsi sull’inconoscibile  invece di accontentarsi del sensibile non rinunciando con ciò ai momenti divini dela felicità amorosa.

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ERA ED È UN GIORNALINO “MERDE”

Pace alla’anima loro, ma era ed è un giorlalino di stronzi; basterebbe la vignetta di oggi a p. 3 per far rivoltare il mondo cristiano.

La cosa più cara, la “comunione” dileggiatta : da far rivoltare anche una Santa come Natuzza che me la consigliò cotidie: e così mi salvò.

Ma noi reagiamo diversamente.Farò tante comuniioni e  continuerò a  far  fare, con il loro consenso, altrettante fell….non userò il kala… ma lo “strumento”!

C’è modo e modo di reagire alla gratuita derisione  degli altri.

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NAOMI KLEIN,IL PITTORE, IL FILOSOFOE LE LIBERTÀ

NAOMI KLEIN ( donna che dice cose giuste che il Vs Autore ha condiviso e divulgato  ai suoi studenti prima che lei nascesse (1970), come  il tema della “produttività” che si accompagnava nel dibattito culturale it. degli anni 70  a quello del” benessere” facendo corrispondere ad una sempre crescente “massimizzazione della produzione” una “massimizzazione del benessere collettivo”. Equazione che veniva difesa da illustri studiosi (ad es. Rodotà) che avevano raggiunto la Cattedra prima del Vs A. contro cui si ergeva la voce, nel corso di un convegno di Bari su “Tecniche giuridiche e sviluppo della persona”(v.Capizzano , in Riv. trim dir e proc civ, 1972, citando a memoria)   del Vs A’ ancora giovane  nel modo accademico.. Ed ora contro quel leit motiv della “crescita  ad ogni costo” la voce della bella 42 enne Naomi (in epigrafe); giovane e piacente donna in età giusta per desiderare di vederla nuda. Ed ecco accontentato il Vs Autore; apri Internet – v .Foto- e la vedrai splendere anche nel suo corpo.),

Scusatemi la lunga premessa che è seguita, ma quello della “Crescita” (auspicabile dalle donne in tutt’altro senso) è tema già inscritto nella nostra materia della sessualità ( v. in questo ns Diz. la relativa voce) perchè si innesta a tanti altri, da quello della filosofia politica liberistica sopra accennato  della “crescita ad ogni costo”che Klein oggi combatte,  a quello della “emancipazione femminile” ( pensiero e corpo esibiti pubblicamente dalla stessa ninfa Naomi) o come direbbe il filosofo (v.Giulio Giorello,  sulla “Lettura” del Corriere della sera del  20 marzo 2014) di un’ “Eva” che “ prorompe con un sì alla vita mentre il serpente è scomparso” : e magari fosse davvero scomparso!: quel serpente che ha  la  sua tana negli Usa e che ora va sotto il nome di “globalizzazione”, non dei diritti fondamentali, come sarebbe stato auspicabile ma delle  differenze di specie quali le sempre più evidenti disuguaglianze della società “globale”.

Ma torniamo al “serpente” che simboleggia gli ostacoli alla emancipazione e che con Eva che reclama la “vita” nel dipinto di Klimt (alla cui opera complessiva  fa rif. il Giorello) scompare o fugge? Forse è così: come alla caduta – lento dissolvimento – dei divieti del mondo orientale, la donna dell’Est “si apre” a questo  mondo occidentale (ne varrà proprio la pena?) con pizzi e merletti e  il trucco in viso e gambe svelate da calze sottili e trasparenti.

Al contrario c’è chi, da quello stesso Est assimila nelle “conversioni”  una emancipazione alla rovescia difendendo la propria privacy  nel velo  che copre tutto anche il viso ma lascia a Lei la libertà di farlo. Ma anche quella libertà assoluta di denudarsi tutta (com’è presumibile) nell’intimità di una camera da letto sottratta ad occhi indiscreti.

Ma il serpente da quale parte sta? L’importante è che  lo si scacci. O che per meglio dire fugga per la vergogna delle nudità esibite fuori luogo di Eva o per la vergogna della sua sottomissione.

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OFFESE AD ALLAH E OFFESE A DIO

Offese (satiriche) ad Allah lavate nel sangue.

Due i problemi, atteso che l’Islamismo non è di per sè un problema (libertà della fede religiosa): se la satira è “ iniuria” sempre ingiusta o non lo è mai : esso problema riguarda i limiti della libertà di manifestare il proprio pensiero.( è un problema , quello dei “limiti, solo politico o attiene ai diritti fondamentali dell’individuo?).

Il secondo problema è se  l’”iniuria” si poteva lavare anziché col sangue on l’accqua della Senna per dire che il far-west (dente per dente) è problema solo aamericano: la nostra civiltà che non è quella islamica pone il problema del “perdono” che è però fatto non solo “cristiano” (Nuova Allenanza e non Vecchio Testamento) quanto assolutamente personale.

Come vedete filosofare su queste cose è come entrare in un “labirinto” dal quale però bisogna uscirne.

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