IL MESTIERE “RIFATTO”

“MACCHINA DEL FANGO”: espressione oggi in voga, specialmente da quando si è instaurata  l’epoca dei mass-media  e il gossip di vario genere è in prima fila   specie su Internet (v.ad es. D’Agospia); ma il cui fenomeno è sempre esistito.Su di essa si “costruisce” fango, ovviamente ancora oggi e c’è chi finanche  ci intesse un nuovo “romanzo” (che ridere! Don Lisander).

A me piace, invece, usare la parola “automobile” e segnalarne il “fascino” (v. in questo Diz.la voce relativa) specie in una notte stellata e tutta decappottabile :

Così come non piace la  “dietrologia” (v.); altra parola abusata  e di cui non si coglie il vero significato (ma v. in questo Diz. la voce “Dietroologo”).

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DIVAGAZIONI DI FILOSOFIA

FOLGORAZIONE (è il fenomeno che può segnare un evento che sfida i millenni e la morte come capitò a Paolo di Tarso sulla via di Damasco): ma, per noi è fenomeno più semplice che può dare l’ispirazionepoetica e segnare  l’inizio dell’innamoramento  (ricordate che il sesso è amore?: v. la voce “Tirannide” in questo Diz.).

E così si può restare folgorati dall’immagine: fermiamoci su quella pubblicata da “D” de “la Repubblica” del 21  febbraio 2015, p.158 e ripetiamone la didascalia (“E’ un sogno”)  ripetendo la descrizione dell’abbigliamento: Lei scende dalle scale per sederi in poltrona nel salotto dove marito e amici l’aspettano (ricordate una “Commensale donna”, voce di questo ns Diz.?), ha un  abito “lungo in chiffon di seta con volants e scollo a punta firmato Valentino, collana con ciondolo Completedworks, calze Maria La Rosa, Sneaker di suède, Lotto leggenda”. E’ come se ci fossimo calati in quella realtà dovepensiero  e immagine interagiscono  dando luogo al “testo integrato”, il fotolemma (v. la voce relativa in questo Diz:).Le parole del fotogramma hanno colpito l’immaginazione  che si fa “carne” e consequenziale materia offerta  al “Logos-non metafisico” che parla e concepisce attraverso il mondo delle sensazioni fattesi immagini. Che, poeticamente, irrompono nella nostra realtà.

Se la fatica operosa  dello scrittore (v.Alessando Piperno, La droga dello scittttore, su” La lettura” del Corriere della sera del 15 febbaraio 2015) è pur sempre fatica implicante disciplina e culo incollato sulla sedia, quella operosità del poeta ( chetanto piace perché è “levitas”) da sostanza nell’amore.

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IL “DOPO” OGNI GUERRA, MA NON D’AMORE

DOPO (il d. ogni guerra , ma non dopo le battaglie d’amore): in quel prmo “dopo” gli scenari sono tutti desolanti): basta fare rif. a quello storico-letterario descritto da John Berger (“Capire una fotografia”) ed. contrasto, 2015, p. 154.

“Era spesso da queste parti. E’stata qui durante tutta la mia infanzia, presso il negozioall’angolo, sull’autobus , al furgone dei gelati, era una parola(..)Adesso la usiamo con cautela (..) Era una parola che aveva sostanza, solidità, certezza.in mezzo a esistenze  che sopportavano tutta qull’insicurezza e quella sofferenza sociale, c’era una parola che dava sicurezza. Sì, luv.”

Era la forza della’amore.

“A pag 56” –prosegue il rif. a “In Flagrante”, Londra 1898-  “c’è una  fotografia di un rudere antico  (..) E’ un’immagine romantica, piena di una sorta di splendore. Le nuove rovine sono di un genere molto diverso. Esili, logore , consunte , vuote.Circuiti che sono stati liquidati.Spazi che sono stati abbandonati.Zone per gli scartati.”.E un verso di  W.B.Yeats orna la desolazione per chi vuole far ritorno a casa: “A volte la città somiglia a un buco nero su cui le colline sono in procinto di precipitare” (ivi, p.152).

E dopo gli amplessi d’amore? Queste sono le guerre da combattere e che finiscono sempre senza vinti né vincitori: ma solo corpi ignudi che riposano soavemente in un letto disfatto. Sono anime di beati  che godono al pensiero  di aver tanto goduto.

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