La storia e le storie d’amore

Una storia e le storie
Non ho avuto mai una Jade (bel nome anche per Alesando Piperno), ma tanti nomi altrettanto belli di tante belle donne. E passarono tutte come il “tempo”, quello che non congiunge, non fa da ponte con l’eterno e con ciò che non ha mai fine. Come l’amore di tanti che sono invecchiati con una sola donna : che noia! D’accordo ancora con Piperno). I romantici, quelli che non considerano- come nella “concezione romantica” di Shakespeare – che l’amore non sia lo “zimbello” del tempo, di questo tempo che passa e tutto travolge: no! il tempo “ci unisce all’eternità” attraverso l’amore. Anzi è proprio l’amore il soggetto capace di costruire tali ponti.
È poesia che tutti o quasi tutti da giovani hanno vissuto con la freschezza dell’essere appunto giovani (anche in questo concordo con Piperno ) e poi da adulti, divenendo maturi e travolti dalle vicende della vita , id est “il tempo”, hanno magari riconsiderato come una favola romantica ricordandosi della loro Jade.
Ma da filosofi (ahimè, che brutto termine e di esso si ornano quelli che i media chiamano filosofi!) hanno le percezioni della loro mente e ragionano (sragionando) di poesia e sentimenti, di cui non hanno conto e che loro non compete.
Un conto è vivere un amore (cioè un pezzo o pezzettino di vita) e un altro è filosofare attorno ad esso. Due mondi che si intersecano ma non si incontrano mai fondendosi. E sorge così la poetica che è filosofia! Ma non è quel pezzettino di vita.Che quando rivive è ”eterno” e fino a che si vive.Allora non c’è bisogno di un solo postema.. ma di tanti quanti ne può vivere l’essere umano. E l’ultima .. fu l’ultima tensione verso l’eternità.
Shakespeare e Scott Spencer che scrive ( tanti anni fa) “Un amore senza fine” (che Sellerio oggi pubblica) furono filosofi del romanticismo? Lo chiediamo ad Alessando Piperno che scrivendo su “la Lettura” del 26 luglio per l’appunto sul libro di Spencer, ha posto il problema sulla vita che “si vive “ e sulla poetica dell’amore.

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