L’approdo di Rodotà all'”amore”

Dal Diritto di proprietà, ch’Egli definiva “terribile” (1960) alla recente pubblicazione (Ed. Laterza) sul “Diritto d’amore”: intervento, come al solito, intelligente  quando opera il passaggio  dal “genere” (p.126 ss.) alla “identità personale” , diritto soggettivo fondamentale a me molto caro, come sa la cultura giuridica italiana già dal 1962. Debutti sulla scena giuridica quasi coevi, ma approdi diversi nel tempo. E per l’amico è forse troppo tardi….

Poteva almeno sentirmi!;ora che sono esperto- con tanto di riconoscimento (una sorta di sentenza -patente) da parte  della stessa  magistratura anche della identità “sessuale” della donna. Il  diritto della personalità vi entra a pieno titolo anche sul versante del ” diritto” costituzionale allo sviluppo  della propria personalità. E quella femminile  costituisce il banco di prova di quella “emancipazione” legata ai vieti movimenti del femminismo con troppi pregiudizi antimaschilisti. E se la donna ha bisogno per tale percorso della personalità dell’uomo (come sapete -senza alcun pregiudizio nei confronti di quella omo- sono e resto sostenitore dell’ esperienza sessuale etero ai fini di cui ho appena detto  sopra), il suo partner maschile ha bisogno- mai come oggi , epoca dello stupido “femminicidio”,  ad una educazione sessuale ( sconosciuta ancora ai nostri ordinamenti scolatici) che gli consenta  di capire come non c’è differenza (questa si va sempre più assottigliando)  fra uomo e donna nella ricerca del piacere anche fuori del matrimonio.Per questo ritengo che il passaggio operato da Rodotà attraverso l’eguaglianza e la pari dignità uomo-donna  al concetto di “identità personale” sia la cosa più significativa del suo intervento.

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AMBIENTE-CREAZIONE

DSC06562AMBIENTE ( (Dio li creò,  ad immagine di Dio li  creò., “maschio e femmina li creò”: Genesi,1,27 ss.): e come non poteva compiacersi di aver fatto ”cosa molto buona “? E fece tutto il creato e le  stelle!  Immaginate un po’…le cose belle e impensabili a mente umana che ci circondano. E la donna! (v.la rievocata  la ineffabile creazione, come meglio poteva, da Gianfranco  Ravasi, la Bibbia di Gerusalemme, ed. Corriere della sera, vol. 1, 2006, p.51 ss.)

Potete mai pensare che la creatura da Lui prediletta (sic!)  potesse immaginarla nel mondo di oggi, miserie  e soprusi , vigliaccate dei “grandi della terra” e soprattutto nell’ambiente che degenera inarrestabilmente  per l’egoismo dell’uomo che non ha voluto fino all’ultimo, ieri ed oggi,  capire ed agire di conseguenza:  la  voce di Paolo VI (“dominare il dominio dell’uomo”) e  quella di G.P.II che indicava la strada della “politica del comune destino” ripresa con  rinnovata energia da Franceso  in  “Laudato sì”.

VISIONE DELLA CREAZIONE che è  anche la nostra visione “politica” del mondo  di fronte al “nihilismo  della società occidntale” (in questo concordando con Antonio Di Diego (“Politica e filosofia-Leggendo l’enciclica di Francesco”, Edizione Promoidea  Pollino. Castrovillari , 2015. p.98).E’ inutile aggiungere che in questo intervento del prof. Di Diego c’è l’altra chiave di lettura  dell’enciclica papale, appunto l’ “Ambiente” e noi “Filosofi della sessualita”  vorremmo immaginare  e pensare ad un’ ”Eva” nel suo NATURALE AMBIE NTE del’Eden  che era il “suo” e il nostro per nostra fortuna .E  che abbiamo perduto.

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