Cultura della morte, segno dei nostri tempi

  1.  MEDIAZIONE DEL CORPO: il “logos” per chi comprende appieno questo linguaggio è qualcosa di indispensabile anche alla sessualità. E’ necessario però che duri la “mediazione” del corpo con le sue sensazioni.:” sentire e non pensare”, mutuando alla rovescia dal Foscolo (col quale il Vs Autore ha idealmente condiviso gli amori per le signore o mogli degli altri) che così riassumeva un suo periodo in cui aveva, a suo dire, “moltissimo sentito e poco pensato” (sul punto, evidenziato da Giuseppe Nicoletti nel suo studio monografico su Ugo Foscolo (Salerno ed. 2006, ora ripubblicato nella Storia della letteratura italiana, vol. 11, ediz. Corriere della sera, 2016, p.91).Problemi in parte di oggi, rispolverati  da efferati omicidi (col proposito di vedere l’effetto che fa vedere morire un” altro” da se) che sono l’espressione del nulla ( non si sente e non si pensa) della società attuale, quindi più difficili da analizzare per trarre a lezione odierna quella che Foscolo additava, allora come  lezione salutare a “suscitare  generosi sentimenti”, additandola nella classicità  di una poetica la cui funzione, si illudeva purtroppo, non sarebbe tardata a rinnovare la “vita  civile e politica di una nazione” (più o meno così in Nicoletti , op. cit.,p.92 sg., senza i riff. attuali espressi dal Vs Autore). Che così riprende, surrettiziamente, il discorso sulla funzione del “Logos” nella sessualità  (v. la nostra voce “Logos del corpo”, n. 1065) che rigenera e apre alla “gioia del vivere”  e non ai sentimenti di morte aiutando a far amare  educando – questo il compito dei pedagoghi che non ci sono nelle nostre scuole e Università – le nuove generazioni a quella cultura della vita e non della morte a cui aveva fatto  rif. più volte l’inascoltata voce di Giovanni Paolo II.

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