TEMPI MODERNI E CHIESA CATTOLICA: l’aborto.

bergogliookTutto finirà a taralluzzi e vino?

Leggere nel profondo di questo Papa non è di tutti. Lo storico e il giornalista pressapochista  ne farebbe subito (come sta accadendo)una lettura storicistica: apre la porta a tutti mentre chiude in Vaticano materialmente quella che ha segnato quell’ “apertura” sull’aborto  (parola che mi fa ribrezzo solo a pronunciarla: v.il nostro intervento a “difesa della vita”).

La “misericordia” che si manifesterebbe con l’assoluzione sacerdotale presuppone o non il sincero e reale pentimento del peccatore?

 

Se è così, allora,  da oggi in poi (ecco la lettura, al contrario, antistoricistica) la condanna di questo peccato sarà ” senza misericordia”  e si accompagnerà a quella della Chiesa-ortodossa del patriarca di Russia sul matrimonio dei naturalmente diversi. I due temi non vanno separati  e fanno parte  dello stesso grande tema di oggi. E ciò perché c’è di mezzo la procreazione. In nome della quale (e contro la misoginìa) dovremmo vivere l’esperienza bergogliana.  Bergoglio  crede nella rinascita dell’uomo ed il peccato ( cose di cui la coscienza collettiva avverte il disvalore) gli sembra, ed è, il miglior veicolo per tale percorso.

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Il genere femminile nella grammatica

…..E così riflettendoci sopra noi della “Filosofia della sessualità”, siamo in grado di capire e risolvere il “rovello” che assilla il mondo dei grammatici che si chiedono perché ad es. la parola pianta è solo femminile riconoscendo  che  è difficile e “spesso impossibile (…) ricostruire le ragioni per cui  una lingua assegna al nome di una data cosa un certo genere” (v. così ad es. Vittorio Coletti, La grammatica dell’italiano adulto, il Mulino,, 2015, p..76).Al riguardo il nostro Diz. con la voce “Troppa” (v.) che è sinonimo nel linguaggio calabrese appunto del nome “pianta” , ne da implicitamente la spiegazione ; così che il maschio calabrese non si sognerebbe mai di dire  di una bella donna e ben piantata che è un bell’albero mentre  senza sbagliare genere dirà che è ” ‘na bella troppa (pianta)” pur essendo  entrambi delle  “piante”. E così è risolto il problema del genere sempre femminile del nome “pianta” : pur essendo piante  tanto i  “ pomodori  che le bietole”, nell’es. fatto  dal Coletti,  si spiega che essi sono anche e pur sempre “frutto” di una pianta .C’è cioè di mezzo la “procreazione” a spiegare che il genere femminile appartiene solo alla pianta o “troppa” che dir si voglia. E così pure la nostra Filosofia è in grado di spiegare  perché la parola “fine” come scopo è sempre maschile  e come conclusione è femminile (ivi loco. cit.).Semplice, no?; ma non è una boutade. Lo scopo del maschio  nei confronti della donna è possederla (più maschile di così!), ma la conclusione non può aversi che  al femminile e cioè con Lei.

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TEMPUS REGIT ACTA

TEMPUS REGIT ACTA

Se un giorno le donne letterate leggeranno le pagine del mio Dizionario e i ricordi delle mie ”mille donne” incorporati nelle sue “Voci e sottovoci”  dimenticheranno più facilmente che è esistito un loro detrattore come  Federico De Roberto (1861-1927) che si salva nella memoria per le pagine contro la guerra  e l’illusorio progresso della rivoluzione industriale .

Ma non per avere scritto di loro donne in pagine e pagiine ( rivesando in esse le sue delusioni.Le donne “giuste” si creano non si incontrano agli angoli delle strade)

Crisi esistenziale del De Roberto, da Lui medesimo scritta disimparando da De Musset e da Geoge Sand nello stile impersonale ma – purtroppo- autobiografico. Se invece avesse tratto ispirazione  dalla “corporeità” avrebbe pur sempre affermato , e giustamente, l’esistenza  del  “ dietro scena delle anime” come ci ricordano due  studiosi del personaggio(v. Enrico Ghidetti  e Enrico Testa, Realismo, Naturalismo, verismo, psicologismo. Capuana, Verga, De Roberto, cap. VII (-p.476 , sul punto) nella Storia della letteratura italiana – vol.XV ,Tra l’otto eil Novecento-  diretta da Enrico Malato, Salerno ed. nella  ediz. del Corriere della sera, 2016.

In quel cono d’ombra che è di tutti è meglio non indagare: e , permettetemi la boutade, se delle donne, ciò vale più ancora .Meglio averci vissuto  che vocarne il lato negativo .

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Tirate di orecchie per Juncker

melania-trump-nuda10TIRATE di orecchie per Juncker

demi- monde né sconoscenza dello STESSOMONDO come vorrebbe il Presidente della Commissione europea , ma per quello che si sa di Trump (belle donne e bella slovena la terza moglie –qui nella Foto-) conoscenza integrale  ( si spera) di loro donne.

E qui si apre sulla cretinata di Junker la discettazione sul “mondo” che Trump non conoscerebbe e così farebbe perdere due anni di tempo ai burocrati oltre quello che continuano a perdere .E l’accento cade non sul demi-monde alla francese ma sul mondo tutt’intero che Trump ben conosce attesa la bella accusa di sessista (ma che brutto termine!).Insomma , tanto per intenderci, è a quell’opera-mondo come l’ha definita Franco Moretti (Opere mondo, Einaudi, 1984) che si rivolge la nostra nota attenzione di sessista se volete. Amanti del sesso , sarebbe meglio dire.

Quest’opera-mondo che è la donna, anzi ne è l’Origine per Gustave Courbet: con Lei nasce e senza di Lei perisce. E’ lo spettro della misoginìa. Spetta a Loro il compito (quello delle vere  protagoniste del 2019) di tenerlo in piedi.

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