LINGUISTICA E SESSUOLOGIA

LINGUISTICA e SESSUOLOGIA : a proposito di voluttà

La recente scomparsa di Mauro De Luca ha lasciato un vuoto nella comunità dei linguisti per il suo DIZIONARIO ITALIANO ( ed.Paravia e dffuso nel 2000 da “il Giornale) anche da noi utilizzato per il nostro Diz. A volte, però da Lui dissentendo su alcune cose legate alla materia della sessualità.

E’ il caso della parola (ma che “ parola” , per noi Filosofi) “voluttà” che deriverebbe per il linguista da “velle” : quindi essa sarebbe intimamente connessa con la volontà. Per noi il godimento o il piacere ( in che risiede l’intima essenza della “voluttà”: v. ns Diz.  ad  vocem) è il tratto meno volontaristico di  ciascun individuo e sì da caratterizzare più accentuatamente la personalità di alcuni come il vs Autore. Se c’è –dicevamo -una cosa che prescinde dalla volontà è proprio la voluttà. Questa non determina la voglia di fottere ma può solo accompagnare l’azione  e cioè il fottere.

Detto ciò il problema in materia di sessualità ( non solo per il linguista) per ogni scrittore è quello di viverne l’esperienza : ciò era evidente finanche in un giurista come Bartolo che non avrebbe mai potuto scrivere nel 1431 (!) un libro come il “De voluptate et vero bono” se non si fosse “circondato di amanti” ( secondo l’espressione di Montanelli e Gervaso, “L’Italia dei secoli d’oro”, Rizzoli-Corriere della sera, vol.3, 2011, p.279) nel tratteggiare il personaggio.

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Letture dei classici ; Vale la pena?

Con Dostoevskil (Delitto e castigo) si pubblica a più di cent’anni  (1881) dalla sua morte il romanzo dello scrittore russo ; l’uomo che voleva conoscere l'”uomo” , il più “sobillatore”  delle “coscienze” dello stesso uomo che sopravvive al “mistero” ch’Egli voleva svelare. Basterà l’iniziativa  della Garzanti (per Centauria 2017) a svegliare le coscienze di oggi? Immerse, come esse  sono, in un mare di delitti senza castigo?

Altro che Tribunali  e bagni penali siberiani  meriterebbero! Perché in loro non c’è pentimento alla stessa guisa dei personaggi  dostoevkiani che però avvertivano  in loro il risveglio dell’orgoglio che sopravviveva alle ingiustizie. Certo che, ad addentrarsi nell’abisso dell’animo umano non basterà  il ritorno  a  tali letture per chi le farà. E la  dotta guida  a tale lettura di Fausto Malcovati, che cura l’Introduzione (VII-XXXVIII) al volume , certamente non aiuterà al risveglio di quelle coscienze che lo studio  del pensatore russo forse  forse si proponeva; in un contesto di miseria disarmante ( v. il $ La città dell’anima di p.XXXI di detta Introduzione) poteva anche succedere; ed oggi è purtroppo lo stesso: non ci manca nulla e pure ci manca tutto! Ma, cos’è questo tutto?

L’ingiusto massacro di tanta gente  per le tante guerre sparse per il mondo e la tragica sequela di sofferenze per i  sopravvissuti non toccherà i loro cuori.

Incartonati nella storia sopravvivranno ad una storia  che non accenna a migliorare e che purtroppo non è il “brutto sogno” di Raskòlnikov

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SEGUE

Ci vorrebbero  tante Sonja, una per ogni Raskòlnikov che come ai tempi d’oggi non riesce a trovare ragioni di un suo pentimento. . Ma bisognerà aspettate il 2919 e chi ha tempo aspetti.Lazzaro non risorge ogni giorno.

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IN MEMORIA DI Tullio De Mauro

Il consiglio di Flaubert  e quello del Vs Autore

Brutalmente detto ,fatevi un harem. Precisando che tra il dire e il fare c’è di mezzo, non il mare che pure evoca la nascita di Venere, ma soltanto la vostra capacità di seduzione.

Ma il grande romanziere si riferiva  proprio a quell’immenso mare dalle distese oceaniche e dagli anfratti  spumeggianti di scogliere amalfitane. Sì, proprio alla IMMAGINAZIONE .A quella fucina di ogni scrittore come il grande  Flaubert  dove ogni cosa è immagine e ogni immagine è una “cosa” che si tocca e si sente. Non meno che la FANTASIA  creatrice di immagini. Secondo la nostra definizione (v.  ns Dizionario, ad vocem)  inerente alla materia della sessualità, essa  è “vedere in ogni donna il piacere d’essere posseduta”; essa è, per l’ appunto, “immaginarla così”. E per Flaubert, donde il suo consiglio rivolto a tutti e a ciascuno  e prima che agli altri, a se stesso, di “costruirsi un harem in testa” come ci ricorda Alessandro Piperno (in “La Lettura” del 19.1.2013).

E se è vero che la mente è davvero il solo angolo del mondo in cui vivere in piena ed assoluta libertà, il luogo della creazione di immagini a piacimento, dove non giunge il pettegolezzo dei rapporti incestuosi  o il tradimento di un marito geloso che si arma di mannaia per vendicarsi (poverino…!)  finanche della moglie fedifraga, non c’è che  di correre questo rischio dello scandalo; è farsene uno  in carne e pelo .Non dico  molto ! affollato” a mò di Re Salomone, ma piccolino, 7- 8 al massimo da poter soddisfare e rispettare tutte. Diciamo un harem turnario.

E qui subentra la capacità della seduzione ( non disgiunta dal presumibile consenso della prescelta)  che porterà ad intuire quella che quel giorno  ci sta  ad essere portata a letto. E  finanche a sopportare quella  “fregatura  solenne” che corrisponde  nella figurazione  immaginifica del linguista all’atto  di sodomia per eccellenza  (v. la voce Inculata del” Dizionario italiano “ di Tullio De Mauro,.Paravia , nel’ed.  speciale de “il Giornale”, 2000, vol. 2).

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