I cani sciolti e l’Europa

Non c'è
Con Buttiglione

I cani sciolti e l’Europa

ieri, passeggiando per Via Roma a Castrovillari, c’era un cane ( mi scusino se appare offensivo per Loro, i miei amici) che abbaiava, ma non se la prendeva con nessuno. Era sciolto da ogni tribù politica (rappresentava soltanto i Grillo , i Salvini , i Le Pen): un malessere (ma non aveva fame) che si avverte analogamente,“apoliticamente,” nel popolo. Mente una èlite di intellettuali vive ancora dormiente nei ritagli egoistici della sua privacy.

A risvegliarli ci pensa oggi

Maria Vargas Llosa (v, Corriere della sera di ieri 23 aprile) anticipato negli anni 70-80 -90 dal sottoscritto sulla “Discussione” (v.Foto) e nella vita univesitaria di allora con lo slogan: “Fare politica facendo cultura”.

 

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“Io e Lei”

Non io e Lei-donna o meglio ancora “io mammata e tu”: e cioè le tante “Lei”.

Si tratta di ben altro – che la scrittrice  Fiamma  Satta (nella F. in GEO da Sveva) descrive  nell’omonimo libro pubblicato dalla Mondadori-  con cui è destino convivere. Al contrario per alcuni fu una scelta a volte  matrimoniale e al posto di un libro ci stava  scritto: ora te la tieni e ci convivi pure. Che bello!

Non altrettanto la convivenza con l'”altro” di cui al bel libro della Satta .Non è “descritto”  (descrivere è facile, conviverci meno) perché  è in te come un altro te stesso con cui fare i conti.Una  lotta  continua e poi una pausa di rassegnazione. Vinci su di “esso” e poi finisci col fare la pace “rassegnata”. Ma il vero “io” è pronto sempre  a lottare perchè in fondo sa che potrà godere di altro: una lettura, un paesaggio, una cena. Quell’altro, che si è  impossessato della vita dell’io,  non è poi tanto malefico e concede a Lei di vivere con “lui”.

E’ come la vecchiaia in un corpo sano ma non più capace di fare  tutto quello che vorrebbe. E sei costretto a convivere con Lei.

 

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TOTO’ SI NASCE e Capizzano si diventa

TOTO per BlogL’andirivieni della vita.

Donna Emì, Ezio può venie con noi in campagna?

Emmuzza,  i8 anni  e Rosetta, 17, ottennero l’assenso e fu per loro giornata splendida.Per me un  po. di meno anche se da impubere imparai a conoscere l’universo.

E fu l’inizio.

Per il resto della vita lo perlustrai in largo e in fondo con tutte le variazioni del caso, dalla leggiadria al vizioso andare e venire.

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Professione di fede

FOTO ANALISI 1ANALISI dell’”ineffabile” Padre nostro. INEFFABILE: è ciò che non si può esprimere a parole .Le parole hanno i loro limiti e non sono in grado di definire neanche me stesso che sono il Logos. (Gesù). Immaginate quanto sono quasi  inutili  quelle del Vs Autore. Ma permettetemi ugualmente di tentare di entrare nell’ineffabile Dio si vede, si sente  annunciandosi di luce al sorgere del sole ed è in ogni cosa: non è una creazione degli uomini com’era nei tempi precristiani. Paolo e i suoi seguaci rischiarono la vita quando ad Efeso evangelizzavano e  i  mercanti  d’argento (fiorente era allora il commercio degli oggetti “sacri” argentati, come il tempio di Artemide) adunarono nel grande tempio dedicato appunto  alla dea Artemide il popolo efesino per la sommossa contro i cristiani.  Il Dio che non si vede  che non ha nome e non è effigiato da nessuna parte o la dea col corpo di una bella donna? Questo   era l’interrogativo che il pittore Edwin Long  poneva agli efesini: Gesù o Artemide? FOTO ANALISI 2 E perché? Bisogna che capiscano tutti e non solo voi  apostoli a cui è dato  capire  che il Regno di Dio ha i suoi  misteri. E la risposta che appare sibillina ma non lo è:  perché molti “pur vedendo non vedono, e pur udendo  non odono e non comprendono”. Una chiara  allusione  ai miracoli. …e non c’era approccio  migliore ai misteri del  REGNO di DIO  che salutare  il  suo “creatore”  con le parole proprie   della preghiera: “sia santificato il tuo nome”: “ sia santificato il tuo nome” . Non nel senso chiesastico-cultuale di  “glorificato”  ma nel modo più semplice, il più vicino ai nostri tempi ( nella riscoperta giuridica del Vs Autore del collegamento con la  personalità del suo portatore) come a quelli di allora in cui  il “Nome” indicava  la PERSONA . Ed anche, quindi , nel senso più autentico perché più intimistico : ed infatti nella  tradizione semitica  il nome non lo si rivela  ad altri ma solo alla persona amata ( così Ravasi . op. cit. vol. X, p.415).E più dei figli chi può amare il padre? Ciò non significa affatto che la preghiera tramandataci dallo stesso Gesù si esaurisca nella temporaneità intimistica  dell’orante (il quale chiederebbe per sé e al limite anche per la sua famiglia) essendo ben altro il significato  di pregare pe l’avvento del “regno di Dio”. Atto  “fondamentale” della  religiosità (oratio  est  proprie religionis actus) – è stato detto   con riferimento alla  stessa definizione di  Tommaso d’ Acquino  (v.Casper Bernhard. voce Preghiera dell’En. fil. Bompiani) : per riconquistare tale  fondamentalità occorre sapere leggere nelle stesso intendimento di Gesù che chiederà di pregare acchè  la volontà del  Padre nostro  sia “fatta” in cielo come in terra. Con similitudini fra l’uno e l’altra che Gesù auspica che si verifichino davvero affidando a quella forza insita , appunto , nella preghiera. Che non può essere compresa neanche con le  lenti filosofiche  kantiane  che rinchiude  anch’Egli (cit. in  Casper, op. cit.) nell’ambito di una  “temporalizazione  dell’esserci umano” il suo significato. Che, viceversa, può essere capito solo mettendo a raffronto la “temporaneità” di questo intero mondo con quello “giusto”  chiesto dall’orante. E così la preghiera supera il momento intimistico (leggi pure individualistico)  per assumere quello corale delle grandi adunate di fedeli.

Agli estranei lo stesso Gesù non rivelava il proprio nome, tacendolo: “Io sono colui che sono”. I suoi figli gli danno del Tu  (ci mancherebbe!)e lo chiamano per nome ed auspicano (quasi glie lo  impongono ) che :”VENGA IL TUO REGNO”) non per spadroneggiare nella ricchezza come fecero i Re della terra  (e basti pensare ad Erode regnante all’epoca di Gesù); ma nel nostro esclusivo interesse di figli e fratelli in Dio , e ciò solo per la ragione  che trattasi di  un “regno” giusto. Aggettivo quest’ultimo  che non deve fa pensare a tribunali  ma più semplicemente rimanda alla PREDICAZIONE  di Gesù. Regno nel quale non possono entrare tutti e può accadere che il più ”piccolo” sia  “più grande” addirittura di Giovanni Battista, colui che aveva addirittura annunciato la venuta di Gesù e lo aveva battezzato con l’acqua del Giordano.

E tanto grande è la posta per l’umanità. che il figlio e i suoi fratelli , con tale preghiera, vogliono che il PADRE stia vigile a che sia fatta la sua volontà in cielo come in terra. Ulteriore  passo  perché quel grande “tesoro” che è il Regno dei cieli sia veramente assicurato. E non è da pensare che il cielo e la terra siano due entità irriducibili ma sottoposte al  principio di ponderazione   (balancing) essendo invece esse  sottoposte a quello “super” dell’amore cui quella volontà si ispira; e si vorrebbe,  con la preghiera al Padre,  che permeasse di se  la terra degli “orrori”. Fin tanto che essa resterà tale (terra degli orrori), consumando la nostra temporalità inutilmente, non  c’è possibilità neanche teorica  di  una ponderazione cui quel principio in ultima analisi  consentirebbe di ricorrere (v. Antionio Spadaro , voce Bilanciamento nell’Enc. fil. Bompiani). E’ il Regno di Dio l’unica unità di misura. Ma cos’era questo tesoro di cui nessuno se non pochi ( si fa  rif. al ristretto gruppo di apostoli  che nei  40 “ giorni dopo la Resurrezione il Cristo  riunì più volte per confidare loro i “misteri del  regno di Dio” ; v. nei Vangeli apocrifi  e in particolare in quello di Filippo) conoscevano qualche segreto e che invece  è chiaro a quei fedeli  che ne invocano in preghiera la sua realizzazione? Si tratta di un MONDO NUOVO:FRUGALE (cosa c’è di meglio che del pece arrostito) e SEMPLICE (non c’è bisogno di parole per capirsi, basta salire non più in alto di un sicomoro)i, e tutto è  legato al volere , basta la volontà di intendere e di non fare del male agli altri , perché ciò è come far del male a Lui )  fatto dì Amore (ama il prossimo tuo come se stesso  e Maria si  è scelta la parte migliore della vita mentre tante Marte sono sempre indaffarate alla ricerca del più) e  dove regna la PACE (Vi do la  pace Vi porto la  mia pace). Questo è il poco  di una predicazione, ma basta  per vivere in armonia , è sufficiente per elevarsi al “cielo”. E se qualcuno ( e c’è è sempre nel  branco qualcuno che  del la propria coscienza  ne fa orecchie di mercante) non ha ancora sentito il bisogno di perdonare lo faccia: PERDONO E MISERICORDIA  dell’altro sono le  ali della VOLONTA’ che si incrociano a formare  una protezione invisibile ma sicura  della  vera  identità di ciascuno. Ecco perché occorre rimuovere il male che sta acquattato in  noi stessi e rimettere ciò che oramai è un debito verso  Dio  e la società se vogliamo che siano rimessi  anche a noi .Non è  un reciproco mercanteggiamento ma espressione di quel bisogno di vivere In PACE. Che significa “ in COMUNIONE  (ricordati,  mi diceva Natuzza , di fare la comunione  ogni giorno): è quel  PANE QUOTIDIANO  che nella nostra  preghiera chiediamo ci venga dato, appunto, ogni giorno. Ed è anche nel’ “Amen”  quell’assenso a vivere  così. Promessa di condivisione quotidiana e COMPIACIMENTO.

IN COMPAGNIA DEL DIO VIVENTE  ogni giorno

 

 

QUESTA è la FORZA!

FOTO ANALISI 3 (altro…)

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