Messaggio di fine anno: vivere assieme

… soffrire il comune dolore.

SULLA STRADA DELLA SAGGEZZA ATTRAVERSO LA COMPASSIONE.

Questo l’insegnamento che ancora una volta ci rivolge Gesù. Che tutti noi possiamo dire con Lui: quello che fate agli altri è come se lo faceste a me. Solo così  possiamo affrontare nella vita il sentimento della compassione. Bisogna sentire il dolore degli . Da ciò non deve scaturire il solo pietismo  che esprime debolezza e fuga dalla responsabilità;  ma la forza che dà solo il sentimento della compassione. Solo così si è sulla strada della saggezza che esige suluzione dei problemi combattendo le cause del disordine mondiale  sotto la regìa dei cc.dd. grandi della terra.

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Io e loro

Gatta amore mio
Viva i gatti

Non pensavo di essere in un libro e, per giunta, in un bel libro .

In genere di certe persone ( come per es. il Vs Autore) che sono state “attenzionate” dai media come si fa con una bella donna e che hanno comunque  lasciato tracce di se ( e comunque non è finita: aspettatevene una  (parlo di pubblicazioni) grossa  quanto una casa, si parla nel  bene  e nel male, anzi quasi sempre in questi ultimi termini.: di  libelli famosi  sono particolarmente esperti i giornalisti televisivi.

Ma , questa volta, gli encomi non si contano: sono così tra quelli “essenzialmente refrattari al matrimonio” ( veramente da libertino ci sono caduto due violte) e “fanatici nel curare il loro aspetto” (non sono andato mai i jeans a tenere la lectio all’Università) e poi ( questo è vero, con le donne sono esigente perché goloso) “avidi di carezze, passionali e disponibili, leggiadri e docili, scambiala notte con il giorno e scandalizzano le persone  rispettabili con il rumore delle loro orge” (filmando – questo lo dico io- ogni gesto naturalmente sensuale). Bisogno di calore e carezze manipolatrici sono di loro femmine.E sono molto apprezzate dai maschi. Sono tutti , tra l’altro, ”incapaci di fare il minimo sforzo quando si tratta di qualcosa che li ripugna” (nel senso che vivoo  la vita stoicamente) ma 2sono instancabili quando si tratta del loro piacere di giocare (facendo) sesso., amanti della notte” ( un giornalista titolava infatti “ Le notti di Ezio”) .

E tante altre loro caratteristiche. Ma chi sono “loro” di cui non ho pronunciato ancorai il nome. Tra Castrovillari e Roma in pulman avevo scoperto che ero  libro che leggevo e che vi consiglio di leggere uomi ni o donne, queste ultime per scoprirsi  magari gatte come la Duval di Baudelaire o la la Nanà di Zola,

Il bel libro è quello di Katharine M. Rogersi intitolato appunto   “il gatto” ripubblicato da “animalia nottetempo”.

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L’errore di Bergoglio sul “Padre nostro”.

A Roma una volta si andava al “macello” vicino alla Piramide se ben ricordo a mangiare la coda alla vaccinara. E così nel ricordo romano si sperimentava  quella cucina e la gustosa pietanza girando nelle macellerie per il pezzo di coda.

Oggi non ci sono macellerie che tengano di fronte alla grande “macelleria” umana gestita da terroristi e periodicamente da pazzoidi americani dal grilletto facile. Non parliamo dei “capi” che seminano odio e guerre in tutto il mondo.

Di fronte a questo spettacolo i più deboli pensano male , non al Diavolo ma a Dio: possibile che l’onnisciente e onnipotente non ferma tale carneficina ? La filosofia non è di tutti e c’è chi   non conosce la discussione sul libero arbitrio,  e pensa che sia proprio Lui a volerla non impedendola o, magari per altri, seminando   castighi.

Tutto è dovuto però a tale dubbio(che sia proprio Lui a volere questa ed altro male) se la fede del cristiano vacilla. Quel dubbio è in agguato e se persiste è pronto a minarla, la fede, fino a sradicarla   facendoci dimenticare perfino delle nostre madr che ci hanno insegnato e tramandato quella preghiera..

E’ perciò ciò  la preghiera si rivolge proprio a Lui perché  ci aiuti a non avere dubbi proprio su di Lui e quindi sulla nostra fede.

Postilla: al nostro scritto   “Analisi dell’ ‘ineffabile’ Padre Nostro” (Castrovillari, agosto 2017) ., proposta da   noi  anzitempo.

Quindi non si tratta né di cattiva traduzione del passo (“e non ci indurre in tentazione”)  come vorrebbe oggi  il nostro  Papa ( che invitiamo a leggere il nostro scritto appena su menzionato) né della  esegesi proposta da Camilleri  né tanto meno di una tradizione millenaria da non abbandonare sic et simpliciter (ciò si  legge  in Camilleri e  Camillo Langone  in ” il Giornale” di oggi, p.13).

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