Dopo le elezioni politiche del 4 marzo in Italia

La nota politica: verso un paradosso italo-europeo

Nel corso storico dell’inizio dell’era moderna che  la storiografia  colloca dal 5oo al XVIII  sec., emerge dalla geografi a fisica o ambientale in senso lato, un dato inconfutabile e che cioè  “ Un tipo mediterraneo è marcato dall’aria secca, da una luce cruda, dal sole ardente, , dall’ombra- dai giochi di luce e ombra- e da forme abitative che creano, come eremi di freschezza, minuscoli microclimi  in grado di preservare  l’uomo  e di favorire  l’intimità familiare , Dalla Spagna alla Grecia  e all’Africa settentrionale . questo  è probabilmente  un denominatore minimo  ma comune”- ( Ciò è quanto si legge  nel cap. IV (p.203)  “Città cristiana , Città musulmana  a cura di Daniel  Nordman  del vol. 19 de “La Storia”  diretta da Alessandro Barbero, vol. che  che si intitola appunto “L’invenzione della modernità”, Ediz. Corriere della Sera , 2017 ove anche , rilevante ai nostri fini, il cap. I di Paolo Malanima dal titolo “ Ambiente, Clima, Risorse”  (ivi, pp.38-39)nonché la  “Premessa” a detto vol. di  Roberto Bizzocchi (p.11 sg.) che  cura  la Sez. V   dell’opera dedicata a “L’età moderna (secoli XVI-XVIII)..

Ora, di là dalle considerazioni di cui sopra  che riguardano  particolarmente il Mediterraneo in un libro che comprende “l’Europa e il Mediterraneo”  nell’epoca della Modernità, e che dichiaratamente si ispira a l famoso libro “La Meditarrenée” di Fernand Braudel, si capisce come  al centro di una  storia complessiva vi sia il “mediterraneo”.

Sovvertimento, in questa estrema conclusione, di ciò che i padri dell’Europa ( da Jean Monnet in poi, compresa l’Italia) volevano fare? Politicamente, certo gli obiettivi iniziali erano dichiaratamente limitati  ( la pace fra i popoli europei) fino al Trattato di Mastricht che nella  prospettiva irrinunciabile di  un’Europa in progress intendeva affermare nell’”Unione” vincoli di solidarietà pur nella  salvagurdia delle specificità culturali dei diversi paesi che andavano a comporla.

 

Oggi la fotografia si presenta diversa a causa di un allargamento che  rinuncia a quel progress “unionista” facendo emergere  ciò che i  jeanmonettisti non volevano e cioè quei nazionalismi all’ungherese che impediscono la rinascita di un’Europa di cui  farebbe parte il Mediterraneo.

E qui sorge il vero problema politico che paradossalmente si presenta con l’arretramento dell’Europa-frontiera del mediterraneo al di sopra della linea del Mezzogiorno d’Italia ( più o meno tornando geograficamente con un’Europa che non lo comprende più nei suoi confini politici) La ragione di fondo  risiede in  quel dato geografico diventato politico: ricordate  di quel comune denominatore del  “ tipo mediterraneo” che  andava  a comprendere l’Africa settentrionale ? ( di cui si diceva sopra). L’Europa così com’è oggi  non  lo contiene più nei suoi confini politici, E noi , gente del Mediterraneo, ritorniamo ai confini politici del Regno delle due Sicilie (paradigmatica la CARTINA geografica dell’Italia  su Repubblica del dopo Elezioni poltiche)  e siamo orgogliosi di farlo lasciando nell’Europa- frontiera del freddo i vari Salvini  e quei pochi cialtroni calabresi  dell’estremo Sud che lo hanno votato ( tipi “non mediterranei”  politicamente ci sono sempre stati anche nel regno Borbonico).

[Continua]

Approfondisci