Repetita ; in ricordo di mio padre

2- VITA INVENTATA**  COL  SANTO

Che dirvi? Che avevo voglia di mangiare la zuppa inglese e ne ho ordinato una? Senza  che ci fosse alcuna rorrenza da ricordare  se non il ricordo di Donna  Concetta Mari lì allo scalo di Torano là dove, ora , c’ solo ri rudere di un palazzo signorile. Da piccolo,

  1. in ricordo di mio padre

 papà mi portava a fa visita a Lei. E chi sa che non c’era fra loro del tenero  visto che aveva sempre una sorpresa quella visita! Ora le grosse pesche bianche e profumate / una specialità per che se ne intende), ora il tè alla menta e quasi  sempre la zuppa inglese di cui papà era ghiotto ed io lo ero diventato con lui.

Fin qui la perfetta riemersione del ricordo che aveva generato quel desiderio  di gola, affiorante di tanto in tanto  e con esso le cose perdute.

Ma ora che fare con la torta ordinata?. Mangiarla solo noi due, io e Lei? E già, sarà proprio così. Ma come giustificare la cosa.

Ed ecco la sorpresa. Ci sono nomi per tutti i….

Sfoglio il calendario appeso in cucina ma non di quelli che li hanno.

E allora?

Inventarne uno: Un nome? e che non basta il mio!

SANT’EZIO, cadde non dalla sedia ma il 4 Agosto. E ancora si festeggia proprio quel giorno. Inventato o no,  tutti  gli amici sanno che è la ricorrenza del mio onomastico.

Bussano alla porta, sono Filomena e Mario che sono venuti a farmi gli auguri,

 **+” La vita inventata” è il titolo  ( protetto da copyright) di un volume di prossima pubblicazione.

 

 

 

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Filosofia ed Estetica della sessualita’

del libro” Baci eccellenti e Super eccellenti in un livre monstre sotto forma di un DIZIONARIO sui generis di FILOSOFIA della sessualità”.E in esso PIETANZE SUCCULENTE  in giustapposione (v. la voce n.881)  per noi esseri mortali (cosa da non dimenticare mai) per evidenziare metaforicamente l’unitario valore semantico di una una-

FILOSOFIA ed Estetica della sessualità in una semplice (?) SINOSSI:

Difficile dare uno sguardo d’assieme ad un’opera sviluppata nel corso di sei anni di lavoro e che si proponeva di far luce sugli aspetti misteriosi della sessualità. O più semplicemente di interrogarsi del come fare per tradurre in concetti le esperienze emozionali offertemi dall’universo femminile. Altri  mi hanno preceduto in questo tentativo; e non credo con maggiore fortuna.Tutto è legato alla propria storia individuale e certamente la mia di ex professore universitario  ed apprezzato studioso e docente  non  era la più semplice anche perché più volte si intersecava  con le riflessioni che in materia di sessualità erano state espresse sin dai tempi di Platone. Il modo migliore mi è sembrato quello di   accostarmi al problema della conoscenza- così come avevo fatto nel corso della mia vita- attraverso le sensazioni  che i  filosofi  Telesio  e  Campanella  (v. la Voce Conoscere, n.398) pongono alla base di ogni conoscenza.E così il metodo migliore mi parve essere l’ autoreferenzialità- anche se conoscevo il rischio della stessa come esperienza che riguarda ,purtroppo, l’individualità, e quindi appare in tutta la sua fallacia proprio   perché non è universale. E nella  materia sessuale (ormai di mia pertinenza), il metodo  è ancora più insidioso essendo essa ricca di  tante illusioni e sensazioni  che ne fanno “giocoforza”  una scala per salire più in alto possibile: dalle umane cose alle ineffabili “certezze” del  divino.Così corsi il rischio di restare  impigliato nella stessa tela autoreferenziale  che andavo tessendo  fino a farne la traduzione letteraria (v “Il romanzo di Alice” alla fine della lettera A, p.88 e ss.) di quelle sensazioni che per fortuna si interrupper per la  partenza  di Diego dopo l’iniziazione della giovane.Si trattava, allora, di  prendere le “cose”  con  quella leggerezza  (“filosoficamente”,  in genere  si  dire)  tradotta  e dichiaratamente rivelata dalla Voce “Fondelli” (n.799) paludandola dal senso dell’humor e riducendo  la “scienza” filosofica ad una teoria delle probabilità (Voce n.780).Così che, ci è parso – una volta  saliti su quella scaletta – come seriamente probabilistico, il percorso del nuovo femminismo (nn.1437 , 1438 e 750) -ad onta di ogni esecrando femminicidio –  verso  un protagonismo  sessuale della donna  che è soltanto metafora apparente  (rectius, iconografica: Tav. LVI e LVII) del suo essere Madre.

 

 

 

                         

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Chi ha dimenticato il sicomoro

Chi ha dimenticato il sicomoro

Quasi tutti quelli del genere umano: vogliono salire sempre più in alto sulla scala sociale fino ad una   poltrona presidenziale, magari di una multinazionale, contando i gradini in soldoni.

Hanno dimenticato quell’uomo piccolo, ma dal nome indimenticabile : si chiamava Zaccheo e resta la sua figura di piccolo ma grande uomo scolpita-come simbolo della fede cristiana che converte al bene –nell’evangelista Luca

Entrato in Gerico, attraversava la città.
Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco,
cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura.
Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua».
In fretta scese e lo accolse pieno di gioia.
Vedendo ciò, tutti mormoravano: «E’ andato ad alloggiare da un peccatore!».
Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo;

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MESSAGGIO-PUBBLICITA’ ed AUGURALE del Santo NATALE 2018

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Corso Luigi Saraceni-Castrovillari        Albero di Natale-Piazza                        Via Roma  di notte

Rue lumière, com’è da ribattezzare oggi il Corso Luigi Saraceni, con tante luci ee il fantasmagorico albero di Natale di fronte alla Chiesa di san Francesco a fianco dl Palazzo Municipale e tante luci in ogni altro angolo della nostra città. Ecco l’aria di una grande festa per la nascita di Gesù.

SARà PURE PER VENDERE quest’aria di grande festa MA ANHE PER RICORDARCI  che Gesu’ è Dio. Ed io mi unisco a Voi  con gli auguri pi affettuosi , ma ricordandovi di acquistare  il mio “DIZIONARIO DI FILOSOFIA DELLA SESSULITA’”  dove il nostro Dio è menzionato ben più di  centocinquanta volte  fra le 1903 Voci di cui esso Diz. si compone.

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REPETITA IUVANT col post dell’anno scorso ( del 30 duc- 2017: sic!)

 

SULLA STRADA DELLA SAGGEZZA ATTRAVERSO LA COMPASSIONE.

Questo l’insegnamento che ancora una volta ci rivolge Gesù. Che tutti noi possiamo dire con Lui: quello che fate agli altri è come se lo faceste a me. Solo così  possiamo affrontare nella vita il sentimento della compassione. Bisogna sentire il dolore degli . Da ciò non deve scaturire il solo pietismo  che esprime debolezza e fuga dalla responsabilità;  ma la forza che dà solo il sentimento della compassione. Solo così si è sulla strada della saggezza che esige suluzione dei problemi combattendo le cause del disordine mondiale  sotto la regìa dei cc.dd. grandi della terra.

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Autenticato come Prof. Ezio Capizzano. Uscire?

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Va con Natalia Aspesi oggi su Repubblica, p 1-28

I confini geriatrici e le virtù genetiche

Di questo bisogna discettare e non, come fa l’Aspesi che con l’articolo di oggi su Repubblica non crede forse ai “vecchietti giovani”.

Io ho bisogno dell’andrologo, altra categoria di medici interessati alla cosa, per farmi spiegare se coitare (e bene!) a 83 anni segni forse un record da giovinezza che , in senectute ancora non vuole entrare. E vivaddio!

Siamo uomini o caporali, direbbe Totò.

Scherzi a parte l’essere giovani di età non significa affatto essere viventi. Si vive finchè si coita. Nel mio Dizionario di Filosofia della sessualità ho sostituito al cogito cartesiano e cioè al la  ragione , come segno dell’essere –e non dell’esserci- la chiave di lettura del coitare .E vivaddio, ancora!

E’ l’andrologo il più competente che, per quanto a lui riferito di attendibile( e valgano i video), è in grado di certificare non lo stato di salute (se sono molti gli acciacchi dell’età ecct.) ma la persistente virilità.

In poche parole è la “potentia coeundi”  il metro  per stabilire se si è ancora giovani o non. La soglia  dei 75 anni è mobile e varia da soggetto a soggetto e dipende soprattutto dai geni che circolano indisturbati

Per altri riferimenti e saperne di più, per restare giovani, cfr. il nostro Dizionario “Baci eccellenti e super eccellenti in un livre monstre sotto forma di un Dizionario sui generis di Filosofia della sessualità”, El-Cap Auctor atque editor per vivere e far vivere.

Vi consiglio di acquistarlo telefonando a:339.73.55.644 oppure con una emai:profcapizzano@libero.it

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