Va con Natalia Aspesi oggi su Repubblica, p 1-28

I confini geriatrici e le virtù genetiche

Di questo bisogna discettare e non, come fa l’Aspesi che con l’articolo di oggi su Repubblica non crede forse ai “vecchietti giovani”.

Io ho bisogno dell’andrologo, altra categoria di medici interessati alla cosa, per farmi spiegare se coitare (e bene!) a 83 anni segni forse un record da giovinezza che , in senectute ancora non vuole entrare. E vivaddio!

Siamo uomini o caporali, direbbe Totò.

Scherzi a parte l’essere giovani di età non significa affatto essere viventi. Si vive finchè si coita. Nel mio Dizionario di Filosofia della sessualità ho sostituito al cogito cartesiano e cioè al la  ragione , come segno dell’essere –e non dell’esserci- la chiave di lettura del coitare .E vivaddio, ancora!

E’ l’andrologo il più competente che, per quanto a lui riferito di attendibile( e valgano i video), è in grado di certificare non lo stato di salute (se sono molti gli acciacchi dell’età ecct.) ma la persistente virilità.

In poche parole è la “potentia coeundi”  il metro  per stabilire se si è ancora giovani o non. La soglia  dei 75 anni è mobile e varia da soggetto a soggetto e dipende soprattutto dai geni che circolano indisturbati

Per altri riferimenti e saperne di più, per restare giovani, cfr. il nostro Dizionario “Baci eccellenti e super eccellenti in un livre monstre sotto forma di un Dizionario sui generis di Filosofia della sessualità”, El-Cap Auctor atque editor per vivere e far vivere.

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