Anch’io, anzi tutti noi epicurei tra color… nell’Inferno dantesco (C. X, 13-15)

E ciò solo per “colpa”  del nostro sommo poeta Dante Alighieri .Il quale, ovviamente aveva a disposizione solo  gli scritti di Cicerone  su Epicuro . E, si sa  che il “retore Cicerone” aveva in odio  l’epicureismo e ne disprezzava i sui seguaci (finanche assieme a  Pisone quel Filodemo  di Gadara- che ebbe il merito di trasferire ad  Ercolano nella villa- oggi  chiamata Villa dei papiri-  dell’amico Calpurnio  Pisone la biblioteca che fu di Epicuro  ). Aveva Cicerone in odio  coloro che amavano la vita e che come gli epicurei mettevano in crisi il senso delle Stato e le  “virtù”  della politica ( tra cui la retorica).

Faceva di noi epicurei (ma v. la nostra reinterpretazione del pensiero del nostro filosofo  che per sfortuna visse in epoca pagana e che oggi, in epoca cristiana, ci dovrebbe  rendere tutti epicurei per la salvezza del mondo: Tesi accennata  in questo Blog. giorni fa   ) tutto un fascio di crapuloni e di amanti del solo piacere, come pensava erroneamente di Epicuro.. Uomini così (e non era, peraltro vero!) non potevano  per Dante- se poi erano anche color  “che l’anima col corpo f morta fanno” –   godere del beneficio, almeno  del limbo (come ad es. il pagano Virgilio, che lamenta per tale ragione di non poter godere del Paradiso), e quindi dritti all’inferno!

Stranezza, del diverso comportamento  di Dante che si deve  considerare  frutto di due ragioni in particolare. Ciò è dovuto in parte alla partigianeria di Dante che lo avvicina come carattere e temperamento ,  violento e senza scrupoli, a quello di Cicerone ma soprattutto  fatto che all’epoca medievale era  abbastanza trascurata  la tradizione manoscritta de testi filosofici epicurei (v. Claudia Guerrini, in Storia della civiltà europea, n. 12, p. 176) sì che fu  l’opinione negativa diffusa nel volgo ad influenzare  l’Alighieri. A ciò si aggiunga l’esaltazione della “virtus”  ciceroniana in parallelo con quella dantesca  delle “morali virtudi” caratterizzata  però in senso cristiano.  D’altra parte fu proprio  quest’ultima declinazione in senso paolino   contro la lussuria  e la tesi della mortalità dell’anima contro cui  si scagliò Lattanzio  a fare di Epicuro, in una visione medievalista da un lato il corruttore dei costumi e dall’altro il distruttore della religione ( Cfr. anche  la voce Epicurei  di Giorgio Stabile , in Enciclopedia dantesca , 1970) e a giustificarne la collocazione  dantesca nell’inferno ; con la giustificazione segretamente  guelfa dell'”eretica pravità”  dello stesso (per l’analogia  con la medesima collocazione di Farinata degli Uberti v.il commento a p ,27o, nota 32 de La Divina Commedia-Inferno , a cura di U.Bosco.G.Reggio con illustrazioni di G.Dorè,  pubblicata da Repubblica, 20o2).

In conclusione (m v. la ns  relazione  del 5 marzo al Rotary di Ercolano intitolata: Il corpo e la mente. Una reinterpretazione in chiave storica del pensiero di Epicuro” in corso di stampa) se Dante  avesse avuto i testi delle opere epicuree  che compaiono col testo greco a fronte,  in  Diogene Laerzio (Vite e dottrine e dei più celebri filosofi, Laterza, 2005, a cura di Giovanni Reale), sicuramente avrebbe avuto il problema della collocazione di Epicuro e degli epicurei nella sua Commedia.

E forse anch’io mi  salverei dall’infamia d’essere considerato un epicureo che esorta  per giunta gli amici a diventarlo , con l’analogo  buono intento – ch’era di  Epicuro – di convertirli  all’amore delle donne anche e soprattutto per il piacere che ti danno,  all’amicizia , alla frugalità della vita  dimenticando che non siamo fatti per rincorrere danaro e quegli honores pubblici  di ciceroniana memoria di fronte ai quali  Girolamo inorridiva e che non procurano la felicità. Che è solo quella  dell’anima i cui turbamenti – da evitare secondo la filosofia epicurea – sono dati solo dallo stile di vita odierno  non ispirato, appunto,  dalla “modestia” esaltata da  un nostro Santo (padre Pio) ma solo da quella cupidigia dei beni terreni  e ansia di potere che Epicuro detestava.

 

 

 

 

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