Filosofi RBA, Platone ed Aristotele con ns riff. ad Epicuro

Dei due grandi filosofi  dell’antichità, Platone ed il suo allievo  Aristotele, l’Editore RBA non  fornisce in frontespizio inomi degli AA. dei rispettivi Saggi introduttivi  dei due volumi a loro dedicati. Del Saggio introduttivo al “Creatore delle idee2” ne  è Autore Antonio Alegre Gorri, mentre di quello dedicato ad Aristotele,, definito  “Il primo filosofo sistematico”  l’ Autore è Miguel  Candel.

Fatta giustizia di ciò (ma non so se l’anonimato è voluto dagli stessi) è doveroso per un lettore, come il sottoscritto,  evidenziare gli aspetti che a me piono rilevanti in quanto problematici.

Come è noto la vasta produzione letteraria-filosofica di Platone (pervenutaci per intero) ci fa conoscere il pensiero del suo Maestro e cosi l’Alegre Gorri nel sopra ricordato Saggio che ci accingiamo a ricordare  al lettore  ci ricorda a sua volta  del metodo di Seneca dei dialoghi, un vero tranello dialettico che consisteva nell’aiutare l’interlocutore a cavar da dentro  la verità. E’ la famosa maieutica che l’abile “cigno” adotta dal Maestro ma confessa  il rodersi dell’anima a Lui  tanto cara (com’è noto) per avere nel “Giardino” un di rimpettaio dell’Accademia, filosofo anche Lui    “odioso” per Platone tanto da  pensare , avendone il potere,  di distruggere materialmente tutte le sue opere  come se  con esse si sarebbe perso il suo insegnamento. Che invece  fiorì per tutto il periodo ellenistico sopravvivendo nei millenni ad onta della rabbiosa collocazione   dantesca nell’inferno  della sua Divina Commedia. Quel filosofo era Epicuro.

Detto ciò -che ò stato lo sfogo di un seguace di Epicuro-  l’Alegre affronta il tema centrale e caratterizzante  della filosofia platonica, la teoria delle idee eterna, immutabile,.- L’dea. ciò che è invisibile e si contrppone alle cose diventa per Platone  una “realtà” (Alegre, op. cit. p.XLI) l di fuori dello spazio e del tempo, eterna ed immutabile , sempre identica a se stessa<e diversa dalle altre cose, un’entità universale, che si distingue  dalle altre cose  che “prendono il suo nome;per esempio umano.

Questa idea universale annienta a nostro avviso le particolarità e l’identità del genere proprio a riguardo dell’idea dell’umano di “tutti gli  umani i uomini e donne” Proprio il contrario dell’insegnamento  del suo Maestro: Socrate, aveva, infatti, invitato l’uomo  a guardarsi  in se steso per arrivare alla conoscenza Al contrario, ci sembra corretto osservare,  di Platone che sceglie la dialettica della retorica (non certamente gradita al suo inviso collega, cioè ad Epicuro) nella forma letteraria dei “dialoghi”. La distanza fra i due filosofi- appartenenti – si può dire- ad un genere antropologico diverso ( e non solo per la tendenza all’omosessualità  di Patone res manifesta dall’esaltazione  del giovane siracusano Dione (rif. in  Alegre, op. cit. p.xxix) ma soprttuto perché è l’uno legava la conoscenza

Come è noto la vasta produzione letteraria-filosofica di Platone (pervenutaci per intero) ci fa conoscere il pensiero del suo Maestro e cosi l’Alegre Gorri nel sopra ricordato Saggio che ci accingiamo a ricordare  al lettore  ci ricorda a sua volta  del metodo di Seneca dei dialoghi, un vero tranello dialettico che consisteva nell’aiutare l’interlocutore a cavar da dentro  la verità. E’ la famosa maieutica che l’abile “cigno” adotta dal Maestro ma confessa  il rodersi dell’anima a Lui  tanto cara (com’è noto) per avere nel “Giardino” un di rimpettaio dell’Accademia, filosofo anche Lui    “odioso” per Platone tanto da  pensare , avendone il potere,  di distruggere materialmente tutte le sue opere  come se  con esse si sarebbe perso il suo insegnamento. Che invece  fiorì per tutto il periodo ellenistico sopravvivendo nei millenni ad onta della rabbiosa collocazione   dantesca nell’inferno  della sua Divina Commedia. Quel filosofo era Epicuro.

Detto ciò -che ò stato lo sfogo di un seguace di Epicuro  L’Alegre affronta il tema centrale e caratterizzante  della filosofia platonica, la teoria delle idee eterna, immutabile,.- L’dea. ciò che è invisibile e si contrappone alle cose diventa per Platone  una “realtà” (Alegre, op. cit. p.XLI) al di fuori dello spazio e del tempo, eterna ed immutabile , sempre identica a se stessa<e diversa dalle altre cose, un’entità universale, che si distingue  dalle altre cose  che “prendono il suo nome; per esempio umano.

Questa idea universale annienta a nostro avviso le particolarità e l’identità del genere proprio a riguardo dell’idea dell’umano, di “tutti gli “ umani i uomini e donne” Proprio il contrario dell’insegnamento  del suo Maestro: Socrate, aveva, infatti, invitato l’uomo  a guardarsi  in se steso per arrivare alla conoscenza Al contrario, ci sembra corretto osservare,  di Platone che sceglie la dialettica della retorica (non certamente gradita al suo inviso collega, cioè ad Epicuro) nella forma letteraria dei “dialoghi”. La distanza fra i due filosofi- appartenenti – si può dire- ad un genere antropologico diverso ( e non solo per la tendenza all’omosessualità  di Platone, resa manifesta dall’esaltazione  del giovane siracusano Dione ( rif. in  Alegre, op. cit. p. xxix) ma soprattutto perché l’uno legava la conoscenza all’idea della realtà preesistente (anàmnesis) :una preesistenza caratterizzata dall’anima rispetto al “binomio corpo-anima” (Alegre, ivi, p. XI). L’influsso pitagorico è evidente soprattutto nel Fedro, mentre per l’allievo, intanto cresciuto, Aristotele il dualismo anima-corpo sembra posto in dubbio dall’assunta “”facoltà divina”, simile a quella degli Dei: l’uomo nella gerarchia del mondo naturale ha una vita non solo vegetativa come le piante ma tra gli animali è dotato di un “intelletto pratico” che gli consente di partecipare all’intellezione teoretica propria degli Dei .Così riassunto il pensiero aristotelico dell’Etica Nicomachea sul punto dell’”anima” da Miguel Candel .( Saggio introduttivo ad Aritotele, cit., p.XXXIV sg.) si può ben dire con uest’A. che la concezione aristotelica dell’anima è estranea a quel dualismo ontologico corpo-anima proprio del suo Maestro Platone .

 

[Continua]

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