dell’ esecrando femminicidio

Dell’ eseecrando femminicidio

Sin dall’antichità: era il tempo degli Dei dell’Olimpo ed Omero fa raccontare ad Ulisse da Demodoco, nientemeno che di Afrodite che se la spassava con Ares tradendo Efesto il quale – si vede che era gelosissmo – reagì legando con “catene invisibili” la Dea ed il suo amante, così “offrendo il loro amplesso amoroso allo  scherno degli dei ( Così, tra gli altri, Otto Walter F., Gli dei della Grecia,delphi, 2004,p. 241 da Omero,Odissea,8, 267 ss. e p. 471 ss. dall’Odissea  curata da Vincenzo Di Benedetto, BUR, 2010). L’episodio, tra il faceto e il naturale stimolo erotico  rappresentato dai due amanti nudi, il guerriero Ares e l’aurea “carne” di Afrodite imprigionati nella ragnatela delle catene create dalla furibonda ira del fabbro  Efesto tradito dalla dea ,  due fece il giro di Grecia, scandalizzando l’omosessuale Platone, e tenendo banco nella cultura ellenistica (ne è un es. l’Ars amandi  di Ovidio) e, dopo Lucrezio ( con l concezione della donna-libertina da sposare: Cfr. Mariantonietta Paladini, Lucrezio e l’epicureismo tra riforma e controriforma,Liguori Ed., 2011, p. 225) e  fino a noi, tra i moderni (  da ultima v. Elisabetta Moro, Sirene-La seduzione dall’antichità ad oggi, Il Mulino, 2019,p.109 la quale rileva che buon sangue non corre – tuut’altro!- tra le “sirene eversive”  ed Afrodite  che si vendica di loro perché “refrattarie all’amore” e gelose della loro verginità fisica tramutandole in uccelli. Ed  Omero stesso , dipinge Afrodite  per bocca di  Efesto nei versi 322-323 come “sposa dalla faccia di cagna che non sa frenare le voglie”.

). Immagine della “donna” – non più Dea per ( il compagno) – deturpata dalla mente annebbiata di Efesto, lo sposo “afflitto” ,  per il tradimento attuato da Afrodite in compagnia di Ares nel proprio letto (v. 314) deturpandolo (v.269).

Da qui, nello sposo tradito la “ macchinazione” della vendetta ingegnosa di legarli con “catene” invisibili a loro, nel letto degli amori, in modo tale da non poter muovere le membra esponendoli al ridicolo. Oggi, è tutto cambiato in peggio: dalle 20 alle 40 coltellate non glie le leva nessuno alla donna che   tradisce e spesso si tratta di presunti tradimenti che allignano nella mente dell’uomo (compagno o marito che sia) funestata dalla  gelosia. E ciò, unitamente alla grettezza della mente, il non voler capire che anche la donna (come l’uomo) può avvertire la voglia del cambiamento. Poveri uomini che non digeriscono ancora  l’ide che la libertà è di tutti, senza distinzione di genere. E’ il diritto di essere se stessi (v.ns Diz. filosofico della sessualità, voce n. 531) che non può essere negato a nessuno. All’uomo come alla donna che oggi si rende sempre più consapevole che quel diritto, fondamentale e naturale  le appartiene e, il suo esercizio la rende se stessa ed è perciò irrinunciabile in quanto esalta la sua immagine che non va “deturpata” come è  accaduto  ad  Afrodite.

 

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