Lo schiaffo della sua Argentina a Papa Francesco

Con limiti spesso ipocriti e con altrettante deroghe lo stato legislatore rinuncia alla sua etica introducendo la pericolosità della libertà di abortire contro cui anzitempo ci eravamo pronunciati (v. codice delle libertà costituzionali, Milano, Pirola 1975), e così il legislatore odierno, purtroppo di tutti i tempi introduce nei propri ordinamenti giuridici il principio della libertà di abortire tramutando la festa della natività trascorsa in quest’ ultime ore del 2020 in una negazione del diritto di esistere nel concepito (v. sullo stesso diritto fondamentale, sin dal suo concepimento, la difesa della vita da noi affermata con solennità dalla cattedra camerte quando ferveva la battaglia politica sul referendum dell’aborto (v. difesa della vita. intervista con il prof. Capizzano nell’ appennino camerte del 4 Gennaio 1975).

Questa nota politico-giuridica dettata, a causa della mia incipiente cecità da maculopatie oculari serve, almeno cosi spero, a richiamare l’attenzione del legislatore sull’ introduzione in nome della libertà da social, sulla proliferazione-in nome, appunto, di pretese libertà il cui riconoscimento indebolisce la struttura etica di detti ordinamenti, provocando nel tempo la coesistenza, accanto alla struttura giuridica del diritto soggettivo, anzichè di un dover essere, di una soggettiva ed arbitraria interpretazione degli stessi diritti. Dimenticando così che già la struttura ordinamentale non consente diritti fondamentali all’ infuori della categoria del dovere anche di quello di non offendere la propria dignità ( diritto-dovere anche alla propria dignità).

Ma la mia vox so che è vox clamans in deserto: e tuttavia non vi rinuncio.

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