4. Continua : l’incontro Elisabetta-Maria

Così che il ritorno alla “Natività” è concettualmente un ritorno a quell’atto primordiale della CREAZIONE descritto dalla Genesi e del quale Iddio si compiace. Era cosa buona.

Allo steso modo Il creatore di tutto vuole attraverso l’angelo Gabriele che rassicura la vergine Maria che l’operazione divina del concepimento senza  mano di uomo avvenga come “cosa buona”; così che con l’Angelo discenda  lo Spirito Santo su di Lei. Spirito che pervade Maria tutta: il saluto di Elisabetta lo ricorda. Maria è piena di “Grazia” Il suo ventre contiene  il “tutto”, cioè Dio. Nella sostanza di un bambino.

Quel “tutto” che è svelato ad Elisabetta dal sussulto di un altro bambino che la stessa ha in grembo e concepito  da donna anziana allo stesso modo. Quel tutto che è Giovanni Battista precederà di sei mesi la nascita di Gesù. Lo scenario è dominato , quindi, dallo Spirito Santo  fattosi carne pulsante in due bambini. Soffermiamoci un momento su questo scenario dominato, ripeto,  da bambini e ricordiamo che ogni donna madre è portatrice  di vita: qui si fa sul serio, un tutt’uno in due soggetti. Due distinte identità che vivono  nella stessa persona che ha un compito segnato da quella stessa organicità che avvince quelle vite di cui una la Madre è  protettrice di ciò che porta in grembo. La storia è questa ad onta de tempi moderni in cui  si legittima l’omicidio del concepito e si perpetrano femminicidi. Madre e concepito, entrambe vittime innocenti. Per fortuna c’è ancora ” ‘presepio”,  direbbe Edoardo De Filippo  a ricordarci le cose belle.

  1. San Lucido, 11 luglio.

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