Filosofia ed Estetica della sessualita’

del libro” Baci eccellenti e Super eccellenti in un livre monstre sotto forma di un DIZIONARIO sui generis di FILOSOFIA della sessualità”.E in esso PIETANZE SUCCULENTE  in giustapposione (v. la voce n.881)  per noi esseri mortali (cosa da non dimenticare mai) per evidenziare metaforicamente l’unitario valore semantico di una una-

FILOSOFIA ed Estetica della sessualità in una semplice (?) SINOSSI:

Difficile dare uno sguardo d’assieme ad un’opera sviluppata nel corso di sei anni di lavoro e che si proponeva di far luce sugli aspetti misteriosi della sessualità. O più semplicemente di interrogarsi del come fare per tradurre in concetti le esperienze emozionali offertemi dall’universo femminile. Altri  mi hanno preceduto in questo tentativo; e non credo con maggiore fortuna.Tutto è legato alla propria storia individuale e certamente la mia di ex professore universitario  ed apprezzato studioso e docente  non  era la più semplice anche perché più volte si intersecava  con le riflessioni che in materia di sessualità erano state espresse sin dai tempi di Platone. Il modo migliore mi è sembrato quello di   accostarmi al problema della conoscenza- così come avevo fatto nel corso della mia vita- attraverso le sensazioni  che i  filosofi  Telesio  e  Campanella  (v. la Voce Conoscere, n.398) pongono alla base di ogni conoscenza.E così il metodo migliore mi parve essere l’ autoreferenzialità- anche se conoscevo il rischio della stessa come esperienza che riguarda ,purtroppo, l’individualità, e quindi appare in tutta la sua fallacia proprio   perché non è universale. E nella  materia sessuale (ormai di mia pertinenza), il metodo  è ancora più insidioso essendo essa ricca di  tante illusioni e sensazioni  che ne fanno “giocoforza”  una scala per salire più in alto possibile: dalle umane cose alle ineffabili “certezze” del  divino.Così corsi il rischio di restare  impigliato nella stessa tela autoreferenziale  che andavo tessendo  fino a farne la traduzione letteraria (v “Il romanzo di Alice” alla fine della lettera A, p.88 e ss.) di quelle sensazioni che per fortuna si interrupper per la  partenza  di Diego dopo l’iniziazione della giovane.Si trattava, allora, di  prendere le “cose”  con  quella leggerezza  (“filosoficamente”,  in genere  si  dire)  tradotta  e dichiaratamente rivelata dalla Voce “Fondelli” (n.799) paludandola dal senso dell’humor e riducendo  la “scienza” filosofica ad una teoria delle probabilità (Voce n.780).Così che, ci è parso – una volta  saliti su quella scaletta – come seriamente probabilistico, il percorso del nuovo femminismo (nn.1437 , 1438 e 750) -ad onta di ogni esecrando femminicidio –  verso  un protagonismo  sessuale della donna  che è soltanto metafora apparente  (rectius, iconografica: Tav. LVI e LVII) del suo essere Madre.

 

 

 

                         

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