Le invenzioni della vita e quella della pianta in calabrese

29-La VITA INVENTATA ancora con una bella pianta (in calabrese  troppa)

Su “ La vita delle piante” l’intelligente libro omonimo -ma è di filosofia della natura- di Emanuela Coccia ( il Mulino,2018):E, qui, nella mia “La vita inventata “ , la rievocazione  di un termine (e che termine!) calabrese  che è sinonimo di “pianta” . Il termine è “troppa”, usato per indicare una bella donna come una bella pianta (quella, sì che  è “’na bella troppa!” (v. le Voci del ns Diz. nn. 1799 e1900).Che si accompagna quasi  sempre ad una particolare  arte di amare  a seconda della età; e qui sta  l’identità con quell’essere vivente che è la pianta come vegetale. Entrambe , per dirla con Coccia (p.23) sono “specie  che hanno aperto alla vita il mondo delle forme”. E ciò perché, come una pianta del mondo vegetale, tutte le “forme” che esse continuamente inventano, sono legate soltanto alla loro  continua “metamorfosi”. Basti pensare  al passaggio  più vistoso, dalla pubertà a  donna adulta,  di cui il cambiamento nell’”Assetto di culo” (v. la vove n.133 del ns Diz.) è morfologicamente evidente. E così, pertanto,  come l’artista  si ispira nelle arti visive (pittorica e scultorea in particolare) alle forme della donna, essa stessa muta, nella sua continua metamorfosi, le sue forme, così come il vegetale  che, modellandosi senza sosta , non fa che “declinare il suo essere”; nella nostra trasposizione il suo essere femminile.

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