i “cacciaball”

Si sono riuniti e  il luogo  migliore non poteva essere che trasparente( per meglio mettersi in mostra , ovviamente), anzi di vetro  (fragile come la grandiosità fragile della città9  anzichè  in  un  casale  dell’alpeggio dolomitico.

Città, avrete capito di che si tratta . dove tutto è grande, dai palazzi alle strade   che si chiamo strit o avenue anzichè larghe come Via Larga a  Milano con parchi,,  meglio pezzi desertici dell’Arizona dove si spara all’impazzata   fra siringhe  di tossici, ma dove anche le grandi firme del mond0:  tutto è grande come piaceva  a Osama  per siringare le gemelle finalmente alla portata di bersagli moderni.

ma dove anche in mezzo alle acque  della Liberta  scorrono veloci battelli ma non c’è venere , forse soltanto dotte Sirene che  avvertono del grande inganno. tutto grande, come vi dicevo  e non poteva essere altrimenti. Se è vero che dove c’è tanta ricchezza ostentata c’è anche tanta miseria di cui la civiltà del futuro va orgogliosa. E i Cacciaball ne menano vanto.

Ma chi sono questi Cacciaball ? che in dialetto milanese, la “grande” lingua corrotta di don Lisander, ma è del Varesotto o giù di lì se ancora ben ricordo dagli anni trascorsi nella gran Mila Tutto grande, per tornando  a “novajorka” (alla Totò, come Gregorio Pecco ). E grande come quel Bossi che con l’ampolla dell’accqua celtica, agitandola (ricordate),  predicava le più grandi balle.

Eppure dei Cacciaball  ce mancava uno che rimediò alla fina e della sua presenza si fece giullare di uelli che non credono alla causa umana dei mutamenti climatici: Ma Lui rimase  tra i ballisti, rimasti a  loro volta impietriti di fronte al volto  severo della piccola Greta ( finalmente “piccolo !””, il simbolo dei giovani  derubati del loro futuro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *