in uscita il libro di Capizzano ossia del Vs Blogghista

SOLO COPERTINA del MESSAGGIOcop.diz.MESSAGGGIO -PUBBLICITA’

0001-W- LA VITA INVENTATA  senza Emanuele Crisolera  (1350ca.-1415) e senza l’alliev0 Leonardo Bruni, ma  con tutta la mano destra sul “baremme”. Parola settecentesca piegata a ns neologismo per indicare…(v. ns Diz., Voce n.182).

E il solito Imbecille (v. ns Diz. le Avvertenze speciali): ma che parlare sibillino…non capisco. Risposta: impara il greco.

E sperimentalo anche Tu con “tutta” la “mano” destra.

E saprai che c’entrano i PACCHERI  e pure il sapere un pò di greco, quanto basta e non ai livelli dei tardo-medievalisti di cui ho fatto i nomi.

Se non ci riuscite non fate che acquistare una copia di “Baci eccellenti e super eccellenti  in un livre monstre sotto forma di un Dizionario sui generis di Filosofia della sessualità” Saprete tutto  leggendo la voce” Paccheri non solo a mezzogiorno” e  visionandola iconograficamente alla Tav.48.

P:S.:importante per me.

ACQUISTATE IL VOL: “Baci eccellenti ecc.” che è il Diz. sopra citato di oltre mille pagine telefonandomi al n. 339.73 55 644 ;oppure  prendete contatto  personalmente con me con una email  indirizzata a  profcapizzano@libero.it 

 

                                                       MESSAGGGIO-pubbicità con Foto Diz.

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Sulle orme di Ulisse con gli amici del VILLAGGIO ” Le palme “di Ascea

IL viaggio di Ulisse dalla Grecia ”verso le coste africane della Sicilia e dell’Italia meridionale”

[Immagini  visive e fantastiche  dal ventre dei “Due mari” , Jonio e Tirreno, a Tiriolo]+++Seguono alcune immagini  tratte da Armin Wolf, Ulisse in Italia, ed. Local Genius , 2017. Tav. 51.54: ma soprattutto per  l’eccellente impegno storio graficio nello sviscerare la quaestione  delle  localizzazioni  geografiche dei luoghi toccati da Ulisse  il Cap.VI (pp.213 ss.).

Ma c’ è di più, molto di più in questo libro del Wolf e quello che aggiungeremo noi ne è un semplice ornamento per invitare in nostri amici ( pasquale , antonio,  e maria e  candida , francesca e tutti gli altri :nomi che meritano  la maiuscola) del  soggiorno al  villaggio Le Palme  di Ascea (Salerno) , tutti napoletani con addosso l’intelligente  reale fantasia della vita, a visitare  i luoghi dell’errabondo viaggio di Ulisse.

E come? col bagaglio storico e filosofico-letterario dell’Odissea, salendo in mia compagnia a Tiriolo  per rendere omaggio al monumento ad Ulisse di Maurizio Carnevali, ivi in piazza eretto nel 1990, ma anche non a caso lì sempre, nei millenni presente; e ciò perché non si può peregrinare con Ulisse attorno a Crotone e  a Capo Colonna in cerca di Calipso  e tra Scilla e Cariddi di là dall’opposto Tirreno senza che ci sia nella nostra rappresentazione visiva Tiriolo: è da lì, da quel promontorio che lo sguardo lascia l’istmo  di Squillace e la costa jonica di Catanzaro per volversi verso il Tirreno. Entrambi i due mari  come s’intitola il “ristorane  hotel dei due mari” a Tiriolo.Lì c’è il nostro ventre , cara Francesca, per farci una vera abbuffata di funghi, dall’inslata di ovuli ai porcini dalle solide cappelle e cucinati  in ogni maniera. E ci guiderà Antonella (tel.0961/991064).

E, prima di lasciarvi, il post scriptum: il monumento ad Ulisse ci ricorda Nausicaa e strana , ma vera accoppiata, il  DE BACCANALIBUS  calabrese nella tavoletta di bronzo, rinvenuta a Tiriolo  e risalente  al 186 a. C. (per maggiori informazioni si rinvia  alla Voce n.40 del nostro Dizionario di Filosofia della sessualità più precisamente intitolato” Baci eccellenti e supereccellenti  in un livre monstre redatto sotto forma di un Dizionario di Filosofia della sessualità”, Auctor atque editor EL-CAP che sarà a vostra disposizione  durante il nostro incontro prossimo a Tiriolo.

 

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repetita iuvant

uno a Vittorio Feltri, l’altro a Ferruccio De Bortoli e il terzo a Giuliano Foschini, tutti gioprnalisti.

Al primo non tanto per le parolacce con cui infarcisce i suoi scritti. quanto per l’età (ma ha appena settanta e più) e non è affetto do demenza senile, quindi per la cialtroneria.Si definisce una canaglia quando afferma che il biscione gli fa schifo. Più che canaglia è porco: l’amato maiale è colui che mangia nel trogolo e poi, non ancora satollo, lo rovescia. (da una sua intervista  ad Antonello Caporale, su “Il Fatto quotidiano”).

Il borioso e onnipotente (su che cosa?, se la sua è solo boria) De Bortoli invita Conte a dimettersi. Chiede l’impossibile).E solo per questo sarebbe cialtrone; mentre è cosa evidente- per chi ha voglia di leggere  il “Corriere della sera di oggi- perché dice al pubblico dei lettori (pensando che siano anche loro tutti cialtroni) cose trite e ritrite ( il Presidente del Consiglio sarebbe  la marionetta dei due Vice) e in più approfitta del suo exgiornale che ospita le sue boutades  per tirare in ballo Padre Pio di cui sarebbe devoto il premier. Anch’io sono un suo devoto e tengo in studio il suo ritratto. Il mio amore per Lui, s’intende Padre Pio, è grande.

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rassegna stampa con tre colpi di frusta

A tre giornalisti

uno a Vittorio Feltri, l’altro a Ferruccio De Bortoli e il  terzo a giuliano Foscini, tutti giornalisti.

Al primo non tanto  per le parolacce con cui infarcisce  i suoi scritti, quanto per l’età (ma ne  ha appena settanta e più) e non è affetto da demenza senile, quindi per la cialtroneria.Si definisce  una canaglia  quando afferma che è il biscione gli fa schifo  .Più che canaglia è porco: l’amato maiale è colui che mangia nel trogolo e poi, non ancora satollo, lo rovescia (lo spunto è offerto da una sua inetrvista Antoni Caporale su “il fatto quotidiano”).

Il borioso e onnipotente ( su che coa?, se la sua è solo boria)De Bortoli invita Conte a dimettersi. Chiede l’impossibile ).E solo per questo sarebbe cialtrone, mentre è cosa evidente per chi ha voglia di leggere il Corriere della sera di oggi, perché dice al pubblico dei lettori (pensando che  siano anche loro tutti cialtroni) cose trite e ritrite da giorni (il Presidente del Consiglio  sarebbe la marionetta de due Vice) e in più, approfittando del suo ex giornale che ospita le sue boutades, per tirare in ballo Padre Pio di cui sarebbe  devoto il premier.Anch’io sono un suo devoto e tengo in in studio il suo ritratto regalatomi dal mio amico Arnamdino Nesi nel 2oo1.Il mio amore per Lui , s’intende Padre Pio, è grande.

Il terzo giornalista ,che è di Repubblica, prosegue nel violento attacco al Premier e sembra che la violenza  riguarda un galantuomo studioso che è Guido Alpa. Lo sa, Foschini,che esiste una Commissione  che  giudica i candidati a professire ordinario e non un “docente” cha fa l’esame all’aspirante prof.? E insinuare che Alpa è un “corrotto” è cosa blasfema. E per galantuomo  io intendo chi lo è stato nella vita di ricercatore. Il che fa la la struttura dello studioso  incorriuutibile  anche di fronte ad una donna nuda: che si offre ( e se mai in questo caso è un “approfittatore” se non è ricchione).

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28. dalla VITA INVENTATA (pezzo dedicato agli scrittori E. Coccia e F. Boero)

28-La VITA INVENTATA (*)dai veri sentimenti

ESORTAZIONE, così come viene:

ad amare tra i viventi

gli animali e le piante e

a rinnegare quel mondo

                       degli umani

che, oltre a deturparne

                      il sembiante

ha in epoca moderna soprattutto

contribuito a ridestare

il vecchio egoismo umano

che “non sa amare per gli altri”

ignorando o, peggio ancora, facendo finta di non sapere

nulla della meravigliosa

                     VITA IN COMUNE

che informava di se il primigenio universo.

(* )E’ il titolo di un saggio sui generis, composto di parole e immagini .Il pezzo è dedicato all’iniziativa “Libri in festa”. che si svolge a Porto Cesareo e si concluderà il g. 19 agosto con la presentazione del libro di Ferdinando Boero sul perchè i cani fanno la pipì sulle ruote delle macchine.Libro che è il gemello filosofico di quello di  Emanuele Coccia, La vita delle piante, Il Mulino,2018.

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..dalla VITA INVENTATA

Dio e le donne

io e papà

Che dirvi? Che avevo voglia di mangiare la zuppa inglese e ne ho ordinato una? Senza  che ci fosse alcuna ricorrenza da ricordare  se non il  ricordo di Donna  Concetta Mari lì allo scalo di Torano là dove, ora , c’ solo  il rudere del suo  palazzo signorile. Da piccolo, papà mi portava a far visita a Lei. E chi sa che non c’era fra loro del tenero  visto che aveva sempre una sorpresa quella visita!  e che soprattutto, come marito infedele,   mi somigliava .

(altro…)

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5.-Conclusione dell’Incontro Elisabetta-Maria

5-Continuazioe e conclusione (L’incontro di Elisabetta con Maria).

E a conclusione della Visitazione di Maria ad Elisabetta racchiusa nel breve paragrafo ad essa dedicato, l’evangelista Luca ritorna in modo molto significativo sul “sussulto  di gioia” che il bambino. che Elisabetta porta in grembo, ha nel sentire il saluto di Maria che entra nella casa di Zaccaria. Ed è immediata l’esclamazione di Elisabetta cha aggiunge alla risposta di saluto a Maria il “benedetta tu  fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo”.  L’associazione fra il suo “frutto” e quello nel grembo di Maria è resa palese tanto che , nel ricodare alla stessa Maria il sussulto del bambino ricorda alla stessa  la  fede con cui Maria ha accolto le parole del Signore  tramite l’angelo.

Da quel sussulto di gioia si va al resto: Elisabetta fu piena dello Spirito Santo. Sono questi bambini a raccontarci il significato della loro “forza” e ad essere di monito per gli adulti: solo attraverso di essi può innalzarsi il nostro “Magnificat” a Dio.

San Lucido, 12 luglio 2018

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4. Continua : l’incontro Elisabetta-Maria

Così che il ritorno alla “Natività” è concettualmente un ritorno a quell’atto primordiale della CREAZIONE descritto dalla Genesi e del quale Iddio si compiace. Era cosa buona.

Allo steso modo Il creatore di tutto vuole attraverso l’angelo Gabriele che rassicura la vergine Maria che l’operazione divina del concepimento senza  mano di uomo avvenga come “cosa buona”; così che con l’Angelo discenda  lo Spirito Santo su di Lei. Spirito che pervade Maria tutta: il saluto di Elisabetta lo ricorda. Maria è piena di “Grazia” Il suo ventre contiene  il “tutto”, cioè Dio. Nella sostanza di un bambino.

Quel “tutto” che è svelato ad Elisabetta dal sussulto di un altro bambino che la stessa ha in grembo e concepito  da donna anziana allo stesso modo. Quel tutto che è Giovanni Battista precederà di sei mesi la nascita di Gesù. Lo scenario è dominato , quindi, dallo Spirito Santo  fattosi carne pulsante in due bambini. Soffermiamoci un momento su questo scenario dominato, ripeto,  da bambini e ricordiamo che ogni donna madre è portatrice  di vita: qui si fa sul serio, un tutt’uno in due soggetti. Due distinte identità che vivono  nella stessa persona che ha un compito segnato da quella stessa organicità che avvince quelle vite di cui una la Madre è  protettrice di ciò che porta in grembo. La storia è questa ad onta de tempi moderni in cui  si legittima l’omicidio del concepito e si perpetrano femminicidi. Madre e concepito, entrambe vittime innocenti. Per fortuna c’è ancora ” ‘presepio”,  direbbe Edoardo De Filippo  a ricordarci le cose belle.

  1. San Lucido, 11 luglio.

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Analisi dell’ineffabile incontro Elisabetta-Maria

In Roma Alfonso Maria Dei Liguori
In dica nel flgio l’avvenire dell’umanità

3- Continua  Post del 10.giugno e 9  luglio 3018 ].

Senza contare che , allontanarsi da qust’ultima prospettiva , significherebbe fare una rinuncia il cui costo in termini culturali sarebbe insopportabile. Sarebbe, cioè,  come rinunciare  a quel referente vivo e vivicante della poesia: come dire cioè che non conta nullail rinnegare la trsfifigurazionr della realtà in immagine di tanti artisti delle tante nscite di banini in “Natività” o a quella della affliziona da dolore din una madre in  quella eterna nel  tempo “Pietà” michelangiolesca.

Raffigurazioni dell’artista dovute al sentimento poetico che irrmpo nelle tante tele e pale d’altare o si fa carne lacerata nel marmo per non dire ci cose che profane fino a rasentare l’insulto al sacro, come ad esempio un bacio sensuale  super eccellente descritto nel  ns” Dizionario di Filosofia della sessualità “, trasformarsi, grazie  all’arte pittorica di Hayez in un sottaciuto sfogo d’amore romantico.

Gli è che la vita vera attraversa l’arte in tutle le sue manifastazioni e si traduce in incanto per chi sa sentire e preavvertire il miracolo: così l’attesa dell’alba sul mar Tirreno può diventare una motte insonne e non una semplice attesa  e sarà  vissuta  nrl segno della prostrazione dell’essere umano  al cospetto dei miracoli della Genesi.

Questo accostarsi a ciò che non si sa perchè accade e che nessuno sarà in grado di tradurre in concetti fa arrossire di fronte ad “inchieiste” giornalistiche che nella presunzione dei loro Autori nel tentativo di tradurre l’ineffabile col metro dell’umano, paiono sempre più senza valore  e carta straccia consegnata al macero di ciò che resterà , invece, come una favola meravigliosa di cui l’essere umano  sente sempre di più il  bisogno.

S. Lucido, 10 luglio (Cs)-Continua

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